L’ombra della camorra al Comune di Villaricca: appalti e nomine sotto la lente degli 007

scioglimento comune commissione indagine accesso villaricca camorra
Foto di repertorio

L’ombra della camorra al Comune di Villaricca: appalti e nomine sotto la lente degli 007. Nei prossimi giorni si insedierà la commissione di indagine al Comune di Villaricca. La triade commissariale, nominata dal Prefetto Marco Valentini, dovrà indagare sui tentativi di infiltrazione e sui possibili collegamenti tra la criminalità organizzata l’amministrazione. L’accesso durerà tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. Al Comune dovrebbero insediarsi i viceprefetti Gianfranco D’Angelo e Ferdinando Mone. Il terzo componente della commissione sarà Daniele Petruccelli, tenente del nucleo radiomobile dei carabinieri di Pozzuoli

Gli 007 dal ministero vaglieranno le procedure di affidamento di appalti e dei lavori di somma urgenza. L’eventuale presenza di parentele ‘scomode’ dei politici e dei dipendenti comunali. Accenderanno un faro anche sulla gestione dei servizi comunali. Inoltre gli inviati della Prefettura passeranno al setaccio le delibere di giunta e di Consiglio, senza tralasciare le determine firmate dai funzionari degli uffici comunali.

LA CAMORRA DI VILLARICCA: IL CLAN FERRARA

Nel 2013 il clan Ferrara-Cacciapuoti, egemone a Villaricca, riuscì ad influenzare le elezioni del sindaco Giuseppe Salatiello in occasione delle elezioni amministrative Calvizzano. L’interferenza della criminalità organizzata venne confermata nel decreto di scioglimento dell’ente: “Un altro esposto anonimo ha segnalato che le ultime consultazioni amministrative comunali sono state vinte poiché con omissis sono scesi in campo personaggi di spicco della malavita locale, appartenenti ai clan Polverino di Marano di Napoli e ai Ferrara di Villaricca, i quali avrebbero procacciato voti con soldi e minacce. Tali soggetti avrebbero avuto interessi inoltre nella realizzazione del PUC, per rendere edificabili’ i loro terreni agricoli“.

SCOGLIMENTO PER INFILTRAZIONI CRIMINALI AL COMUNE, LE POSSIBILI MOTIVAZIONI

I consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamenti
effettuati, emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori. Quando si riscontrano, quindi, forme di condizionamento tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi.

La mala-gestio può compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali. Nonchè il regolare funzionamento dei servizi affidati che possono arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.

QUANDO SI DECISE LO SCOGLIMENTO DEL COMUNE

Entro tre mesi dalla data di accesso della commissione d’indagine, rinnovabili una volta per un ulteriore periodo massimo di tre mesi, la commissione termina gli accertamenti e rassegna al prefetto le proprie conclusioni. Entro il termine di quarantacinque giorni dal deposito delle conclusioni della commissione d’indagine.

Nella relazione sono indicati gli appalti, i contratti e i servizi interessati dai fenomeni di compromissione o interferenza con la criminalità organizzata o comunque connotati da condizionamenti o da una condotta antigiuridica.  Lo scioglimento è disposto con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla trasmissione ed e’ immediatamente trasmesso alle Camere.

Nella proposta di scioglimento sono indicati in modo analitico le anomalie riscontrate ed i provvedimenti necessari per rimuovere tempestivamente gli effetti più gravi e
pregiudizievoli per l’interesse pubblico. La proposta indica, quindi, gli amministratori ritenuti responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento.

PER RESTARE SEMPRE INFORMATO VAI SU INTERNAPOLI.IT O VISITA LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.