[Video]. Inno di Mameli dimenticato, Sergio Sylvestre spiega la gaffe

Sergio Sylvestre spiega i motivi della gaffe
Sergio Sylvestre spiega i motivi della gaffe

Per Sergio Sylvestre doveva essere una delle serate più importanti del suo percorso professionale, dopo la vittoria ad “Amici di Maria De Filippi” nel 2016 e la partecipazione al Festival di Sanremo 2017 ma così non è stato. Il cantante è stato invitato per cantare l’Inno di Mameli prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus, dove ha trionfato la squadra partenopea ai rigori. La situazione era straordinaria, dal momento che l’Olimpico di Roma era vuoto per le misure di sicurezza anti Covid-19. Nel preciso istante in cui Sylvestre avrebbe dovuto cantare “le porga la chioma” ha sbagliato l’attacco per poi riprendere, dopo qualche secondo di esitazione. Alla fine ha alzato il pugno al cielo urlando “No justice, no peace“. Il riferimento era al movimento di protesta Black Lives Matter, nato dopo la morte dell’afroamericano George Floyd, in seguito ad un arresto.

La spiegazione

Sergio Sylvestre, durante l’esecuzione dell’Inno di Mameli prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus, ha dimenticato le parole. Poi, è riuscito a portare a termine l’esecuzione ma l’intoppo ha scatenato le polemiche sui social network. Sylvestre,  tramite una Instagram Stories, ha raccontato: “E’ stata una serata molto emozionante, non ero mai stato così emozionato. Mi sono bloccato non perché mi sono dimenticato le parole, ma semplicemente mi sono emozionato”. Il cantante ha poi aggiunto. “E’ stata una sensazione incredibile, vedere uno stadio così vuoto e sentire un eco fortissimo. Mi sono bloccato perché mi veniva una tristezza molto forte. Sono una persone sensibile certe cose quando sono sul palco mi convolgono (sic!) tanto”. Perché #restiamoumani vale anche per coloro verso cui non abbiamo simpatia personale. Vale sempre.

Dunque Sylvestre ha spiegato i motivi dell’incidente sull’Inno d’Italia.

Sergio Sylverstre, concorrente di Amici, viene scelto per cantare l’inno nazionale durante la prima partita post-lockdown. Durante l’esecuzione, fissando gli spalti vuoti dovuti al paradosso (necessario per la contenzione della Pandemia) viene colpito da quella sensazione di groppo alla gola che noi chiamiamo magone.

Come continuare ad insultare gli italiani….

Publiée par Giorgio Contovas sur Mercredi 17 juin 2020

 

Per seguire tutte le notizie collegati al nostro sito oppure vai sulla nostra pagina Facebook.