Si arena il ‘progetto Sequino’, Guarino e Migliaccio si tirano fuori dopo la conferenza di Russo e Aprovitola

Anna Russo e Francesco Aprovitola durante la conferenza di stamattina, in alto Luigi Guarino e Raffaele Migliaccio
Anna Russo e Francesco Aprovitola durante la conferenza di stamattina, in alto Luigi Guarino e Raffaele Migliaccio

Una conferenza stampa chiarificatrice, dai toni pacati, ma con diversi spunti interessanti sulla situazione del centrodestra giuglianese quella di stamattina a cui hanno partecipato Anna Russo e Francesco Aprovitola. Il primo dato che è balzato agli occhi è l’assenza di Alfonso Sequino, Luigi Guarino e Raffaele Migliaccio. Se per Sequino l’assenza si tratta di pura formalità, essendo l’ex consigliere di Forza Italia il candidato a sindaco designato dal suo gruppo, dall’altra pesano e non poco le distanze prese dai rappresentati delle altre liste civiche, Guarino Migliaccio, oramai autonomi dopo il naufragare di quel progetto che aveva portato prima del lockdown alla firma di un documento condiviso da tutte le civiche del centrodestra ed i 4 partiti.

E proprio sulla validità di quel documento che hanno battuto più volte sia Anna Russo che Francesco Aprovitola. “Avevamo siglato un patto di 5 pagine nel quale veniva individuato un profilo per la scelta del candidato a sindaco. Deve avere una militanza riconosciuta nel centrodestra, cosa che Maisto non ha”, hanno sottolineato i due ex consiglieri. “Non ne facciamo una questione personale ma politica. Noi non siamo contro nessuno ma a favore della città. Non vogliamo demolire niente ma costruire. Lo abbiamo dimostrato nei 4 anni e mezzo di consiliatura durante i quali abbiamo fatto battaglie su temi caldi per il centrodestra, dalla questione rom ai rifiuti. Anche l’opinione pubblica è dalla nostra parte. I partiti ci vengano a dire perchè quel patto siglato adesso non vale più, quale quid in più porterebbe un profilo come Giuseppe Maisto?”, ha dichiarato Anna Russo. “Noi non vogliamo rompere, ma capire chi ha fatto questo nome che non corrisponde al profilo previsto da quel documento. E’ stata più la stampa a parlarne che i partiti, da loro non ci è stato detto nulla. Non abbiamo mai posto un veto su un nome. Chiediamo solo la legittimità del nostro progetto e che soprattutto venga ascoltato. Siamo più centrodestra noi che qualche partito”. Riguardo all’assenza e alla posizione di Luigi Guarino, Anna Russo ha dichiarato: “Devo molto a lui, è stato la guida del centrodestra portandoci al ballottaggio. Ora è impegnato nella corsa alle regionali ma a livello locale non lo vedo lontano dalla nostra squadra”.

Anche per Aprovitola: “Maisto non rappresenta il centrodestra. Lo stimo come imprenditore e persona ma non rappresenta quel profilo indicato dal documento siglato con i partiti. Lo dice anche la sua storia politica”. Riguardo al rapporto con Forza Italia, Aprovitola ha sottolineato di “non sentirsi dissidente e di rappresentare in pieno Forza Italia che è la mia casa, ma non mi faccio imbavagliare. E’ legittima la velleità di tutti, ma se il coordinatore vuole fare il candidato a sindaco la sua posizione è incompatibile ed è giusto che ci sia un traghettatore”. “Sono molto legato a Luigi Guarino, fino a prova contraria non lo vedo altrove. Oggi lo sento ancora vicino a noi”. 

Alla domanda se dovesse essere Maisto il candidato a sindaco indicato dal tavolo provinciale, sia Aprovitola che Russo hanno dichiarato: “Mi devono convincere che abbia i requisiti e quale sia il progetto di centrodestra che propongono loro rispetto a quello portato avanti dalla nostra strada. Al momento il profilo di Maisto non rispecchia quel documento che abbiamo sottoscritto”. 

L’altra faccia delle liste civiche. Migliaccio: “Quel progetto è fallito”

Se da una parte Anna Russo, Aprovitola e Sequino continuano a sbandierare ancora la compattezza della squadra, di fatto però gli componenti delle liste civiche Raffaele Migliaccio e Luigi Guarino sono oramai autonomi e vanno per la propria strada. “Quel progetto oramai è fallito” – dichiara Migliaccio. “In quel documento firmato si individuava un determinato profilo del centrodestra che doveva però avere anche il pieno appoggio dei partiti, a cui spettava la guida come scritto nel documento. Al tavolo si era deciso che il candidato a sindaco dovesse andare a Forza Italia. Noi come civiche possiamo dare un supporto ma senza arrogarci il diritto di scegliere in casa degli altri. Se avessimo costruito un candidato a sindaco civico di centrodestra a questo punto saremmo potuti essere anche io o lo stesso Luigi Guarino, il più legittimato a farlo”, dichiara Migliaccio che rincara la dose. “Non sapevo nemmeno di questa conferenza, si va avanti con le velleità personali ed imposizioni ma nessuno parla di programmi. Non so quale sia la visione di città che Anna Russo, Aprovitola e Alfonso Sequino vogliono portare avanti. Non se n’è mai discusso. Non bisogna innamorarsi delle idee, ma fare gruppo e vincere. In questo modo, invece, si consegna la città di nuovo a Poziello e al centrosinistra”. 

Dunque, a conti fatti, dopo le dichiarazioni rilasciate da Luigi Guarino nelle scorse settimane e quelle di Migliaccio, di quel gruppo di civiche che aveva firmato quel documento è rimasto ben poco. Da una parte ci sono Anna Russo, Alfonso Sequino e Aprovitola e dall’altra i 4 partiti compatti con Migliaccio e Guarino, quest’ultimo oramai in corsa alle regionali e sempre più vicino ad una candidatura in una lista a sostegno di Stefano Caldoro.