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giovedì, Maggio 23, 2024
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Si frattura un braccio cadendo dalla bici, Brunella muore dopo 40 giorni: aperta inchiesta

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Brunella Pollon, donna 70enne di Fossalta di Piave, non soffriva di alcuna patologia ma dopo essere caduta dalla bici lo scorso 4 marzo ha subito una frattura scomposta dell’omero sinistro. L’intervento medico ha proceduto con un’operazione tenutasi all’ospedale San Donà di Venezia. Da lì si materializzano una serie di dubbi correlati all’improvviso decesso della donna. In questa intricata vicenda, i familiari ritengono che i colpevoli siano gli operatori sanitari che non hanno avuto l’accortezza di prescriverle dei farmaci anticoagulanti.

La morte improvvisa di Brunella 

Dopo una frattura al braccio procurata da una brusca caduta dalla bici, Brunella, donna 70enne di Fossalta di Piave, ha subito un intervento chirurgico. Le modalità che hanno seguito l’operazione ad oggi risultano in discussione. La donna infatti muore dopo l’intervento. Per il momento i parenti di Brunella tentano di colmare dubbi e mancanza di spiegazioni chiare con ipotesi di ogni genere. Questi avanzano l’idea che la morte di Brunella, avvenuta per embolia polmonare, sia da ricondurre alla mancata prescrizione di farmaci anticoagulanti. Sulla base di queste ideologie hanno presentato un esposto visionato dalla pm Antonia Sartori che di conseguenza ha aperto un procedimento penale. Al momento la procedura è aperta contro ignoti per il reato di omicidio colposo in ambito sanitario. La pm ha inoltre disposto l’autopsia al fine di escludere o considerare errori in merito all’operazione da parte dei medici.

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L’intervento dopo la frattura 

Il giorno seguente all’incidente Brunella ha ricevuto l’ingessatura del braccio infortunato con rispettiva prescrizione di una terapia analgesica in caso di dolori. Successivamente, il 10 marzo, l’ospedale San Donà di Venezia ha previsto il suo trasferimento presso il reparto di Ortopedia dello stesso nosocomio dove ha subito l’operazione di osteosintesi al fine di ridurre le disconnessioni provocate dalla frattura. durante l’intervento i medici hanno applicato placca e viti.

Tutto era nella norma

La signora Brunella Pollon ha ricevuto le dimissioni il 14 marzo. Secondo tutte le analisi e i controlli effettuati la donna era in perfetta salute. Tuttavia a fine marzo la signora ha iniziato a risentire di una serie di malesseri. Tra questi quelli che inducevano ad una destabilizzazione sempre più preoccupante erano: Mancanza di equilibrio e di appetito, confusione e difficoltà respiratoria. Brunella decide così di interpellare il suo medico di base che con una visita a domicilio decreta tutti i valori nella norma nonostante la signora avesse perso conoscenza poco prima. La situazione cade in un margine sempre più critico. I parenti allora decidono di accompagnarla in ospedale dove, però, per la donna non c’è via di salvezza. Muore, infatti, per embolia polmonare il 14 aprile, cioè 40 giorni dopo l’intervento.

Le indagini 

Dopo il decesso di Brunella i medici chiedono se la donna si fosse regolarmente sottoposta alla terapia antitrombolitica necessaria in casi come questi. A quel punto i familiari chiariscono che gli unici farmaci di cui faceva uso erano degli antidolorifici in quanto nessun medico le aveva prescritto tale terapia. E’ dall’innesco di queste domande che partono le indagini al fine di fare luce e chiarezza rispetto ad una morte così improvvisa e inaspettata.

 

 

 

 

 

 

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