‘Soddisfatti o rimborsati’ con i voti della Camorra, guai ed arresti per ex sindaco e assessore

Politica e camorra e soprattutto voti, tanti voti. Quelli che secondo la Procura avrebbero ‘acquistato’ candidati alle elezioni regionali 2015 del Casertano, tra cui la prima dei non eletti di Forza Italia Lucrezia Cicia e quello del Nuovo Centrodestra Pasquale Carbone. L’inchiesta questa mattina ha portato a dodici arresti in carcere, cinque ai domiciliari e due divieti di dimora.
In carcere sono finiti Giovanni e Agostino Capone, Antimo Italiano, Antonio Merola, Vincenzo Rea, Antonio Zarrillo, Mario De Luca, Roberto Novelli, Rosario Palmieri, Modestino Santoro, Clemente Vergone e Giovanni Gualtieri. Ai domiciliari Pasquale Carbone, Maria Grazia Semonella, Salvatore Vecchiarello e Alberto Russo. Divieto di dimora per Silvana D’Addio e Ferruccio Coppola.
Nell’articolo, a firma Mary Liguori, pubblicato dall’edizione online de Il Mattino si legge che l’accusa per Cicia (attualmente indagata a piede libero) è di corruzione elettorale
Cicia, già assessore al Comune di Caserta, e Domenico Ventriglia (deceduto a maggio) avrebbero pagato 11.500 euro ad Alberto Russo e Antonio Benenati, per un pacchetto di voti per le elezioni regionali del 2015. Erano candidati con Forza Italia ma non furono eletti. Cicia è la compagna di Carmine Antropoli, arrestato ieri per presunti legami con il clan dei Casalesi stretti in occasione delle elezioni comunali di Capua del 2016.  

Più garanzie invece per l’ex sindaco di San Marcellino Pasquale Carbone e Pasquale Corvino avrebbero pagato somme dai 3.000 ai 7.000 euro per pacchetti di voti che sarebbero stati loro assicurati dalla cosca di Marcianise. Un accordo “serio” che prevedeva anche la formula rimborso: lì dove le preferenze sono risultate in numero inferiore a quelle pattuite hanno anche chiesto la restituzione di parte del denaro.