Uccisa dal marito geloso. La figlia di Giulia tolta anche ai nonni, incastrati da Fb: «Sapevano tutto»

E’ cominciata la raccolta fondi per i funerali di Giulia Lazzari, la 23enne di Adria mamma di una bimba di 4 anni, strangolata e uccisa dal marito. Dopo nove giorni in coma indotto dai farmaci la giovane è morta nel primo pomeriggio di martedì, 22 ottobre.

Roberto Lo Coco, questo il nome dell’assassino, ha maturato il desiderio di uccidere la sua consorte giorno dopo giorno fino a quel 9 ottobre, quando ha tentato di strangolarla.

«Mi hanno ammazzato mia figlia Giulia. Non si uccide una moglie. E Roberto Lo Coco non mi è mai piaciuto, nemmeno a mio marito. Ho detto tante volte a Giulia di allontanarsi da lui, ma non mi ha mai ascoltato. Era innamorata di quel bastardo. Lui non voleva che lei fosse felice. Ora deve pagare». A parlare è mamma Moira davanti alle telecamere della trasmissione Rai ‘Una vita in diretta’.

La figlia di Giulia tolta ai nonni

La figlia di Giulia, affidata in un primo momento ai nonni, è stata consegnata ai servizi sociali del Comune che la collocheranno a breve in una struttura protetta, mentre il papà, e presunto killer della mamma, resta in carcere a Verona. Stando a quanto riportato dal Gazzettino, addirittura alcuni membri della famiglia Lo Coco, per protestare contro questa decisione, si sono recati lunedì pomeriggio a palazzo Tassoni, minacciando di occupare il municipio se non fosse stata ridata loro la piccola.

I genitori di Giulia, il padre Devis e la madre Moira, erano a conoscenza della difficile situazione che stava vivendo la loro figlia, stando a quanto comparirebbe tra i commenti di una foto condivisa dal padre della vittima su Facebook e quanto riportato dal sito FanPage.

 

Se si cerca di conoscere il ragazzo tramite i profili social, si può subito notare quanto l’uomo fosse geloso della moglie. Frasi, citazioni, racconti e ‘screen’ che avevano in comune lo stesso tema: quello della gelosia. Ma a far discutere, a far rabbrividire la pelle, è il post scritto dal giovane pochi giorni prima dell’omicidio, precisamente il sei ottobre.

[QUI LA NOTIZIA DEL DECESSO DI GIULIA]

Il post premonitore: «Hai sbagliato, mi hai trattato come spazzatura e l’hai voluto tu»

«Non e giusto però così, io sono quello che sono, lo sapevi ma tu hai sbagliato e mi hai fatto malissimo, ca**o tutto quello che sta succedendo in questi giorni, per carità la colpa è mia. Ho sbagliato a fare delle cose che non ti piacevano, ma c’è l’hai anche tu la colpa che in questi mesi mi hai trattato come spazzatura, non succedeva niente di tutto questo se tu avessi parlato con me e no con un estraneo che conosci da pochi mesi ca**o, quasi sette anni insieme e non sono pochi, ca**o.
Comunque non ci posso credere che tutto quell’amore che provavi per me sia scomparso così in un paio di mesi, giuro non ci credo davvero ma ho visto che è così. Sei arrivata al punto di non confidarti più con me, ma con estranei. Non voglio vantarmi, ma tutto e dico tutto l’amore che io ti ho dato in questi sette anni, non ne troverai mai uno che ti amerà e che ti darà tutto l’amore che ti ho dato io, a parte gli errori che ho fatto ti ho amata veramente tantissimo. Ok. L’hai voluto tu questo, io non mai voluto separarmi da te. Ciao».

Queste le parole del marito killer, che soltanto 3 giorni dopo avrebbe compiuto il folle gesto che ha portato Giulia alla morte.

La conversazione Whatsapp tra Giulia e Roberto

Su Whatsapp spuntano anche altri messaggi. Anche questi poco decorosi, anche questi per testimoniare la sua ossessione. Quella di possedere la moglie. Quella che, purtroppo, ha spinto Roberto Lo Coco ad uccidere una innocente Giulia. Nella foto ritraente uno screen di una conversazione Whatsapp, il giovane viene contattato dalla compagna: «Domani esco con mamma, vado a fare la spesa».

«Non truccarti, fatti brutta, non aggiustarti i capelli, non salutare nessuno maschio. Se quando esci dal supermercato qualcuno dice ‘arrivederci’ tu fa finta di non sentire perché non puoi rispondere a un maschioMettiti una felpa lunga e larga e un pantalone largo così non si vedranno le forme del tuo corpo», la sua risposta. Quando la 23enne gli chiede “Perché fai così?”, lui spazza via ogni dubbio: «Perché voglio evitare 30 anni di galera per omicidio».

Se fino a ieri l’accusa era quella di tentato omicidio, adesso, dopo la morte di Giulia, il ragazzo è accusato di omicidio.