“Modifica sostanziale, nell’ambito del P.A.U.R., dell’A.I.A. rilasciata con D.D. n. 169 del 23/12/2016 e s.m.i. per l’impianto IPPC 5.3.b ubicato nel Comune di Giugliano in Campania (NA) – Via Ponte Riccio. Societa’ Castaldo High Tech S.p.A”. Questo, in gergo tecnico, l’oggetto del decreto n.152 a firma del dirigente Dott. Antonio Ramondo, risalente all’8 luglio 2021, con cui la Regione Campania ha autorizzato la società Castaldo High Tech S.p.A. ad ampliare il tipo e la quantità dei rifiuti da trattare nell’oramai famoso biodigestore situato nella zona Asi di Giugliano.

L’impianto è finito al centro delle attenzioni dei comitati ambientalisti, delle forze dell’ordine e dell’Amministrazione comunale come possibile causa dei miasmi che stanno appestando l’aria del comprensorio giuglianese oramai da mesi. Accuse sempre smentite dai vertici della Castaldo, che nel frattempo avevano chiesto alla Regione di essere autorizzati ad una modifica sostanziale all’autorizzazione d’impatto ambientale, già rilasciata, al fine di un ampliamento ed adeguamento dell’impianto per bruciare rifiuti con i “codici CER 19 12 12 cioè gli scarti residuali di rifiuti da trattamento meccanico, considerati “altro” rispetto i codici CER 19 12 11″. Si tratta, nello specifico, di “scarti di lavorazione derivanti dalla selezione meccanica dei rifiuti da raccolta differenziata” destinati al recupero energetico (inceneritori) o allo smaltimento in discarica.

Cosa riguarda l’autorizzazione della Regione

Il funzionamento dell’impianto che si basa su un processo controllato di trasformazione e stabilizzazione della sostanza organica, prevede l’utilizzo di materie prime costituite dalla frazione organica del rifiuto solido urbano (FORSU) proveniente dalla raccolta differenziata, dai residui di attività agroindustriale, dal letame di bufale e dagli scarti della manutenzione del verde.

L’attività soggetta ad Autorizzazione Integrata Ambientale riguardo l’impianto biodigestore di Giugliano prevede: un impianto di compostaggio (che prevede il recupero, o una combinazione di recupero e smaltimento, di rifiuti non pericolosi, con una capacità superiore a 75 Mg al giorno, che comportano il ricorso ad una o più delle seguenti attività: trattamento biologico); Impianto di biomassa per la produzione di energia elettrica alimentato a biogas e produzione di compost (Il recupero, o una combinazione di recupero e smaltimento, di rifiuti non pericolosi, con una capacità superiore a 75 Mg al giorno, che comportano il ricorso ad una o più delle seguenti attività: trattamento biologico); Recupero Termico CER 191212 (Smaltimento o recupero dei rifiuti in impianti di incenerimento dei rifiuti o in impianti di coincenerimento dei rifiuti, per i rifiuti non pericolosi con una capacità superiore a 3 Mg all’ora). Quest’ultima è la novità sostanziale. 

Cosa prevede la nuova Aia

“Le ulteriori materie prime utilizzate, riguardano l’autotrattamento dei codici CER 191212 e CER 190814, prodotti durante le attività autorizzate con AIA n. 169 del 23/12/2016.  Oltre che i codici indicati nella tabella sotto, tutti esclusivamente di natura organica biodegradabile e privi di sostanze inibenti”. (Carboni attivi, Olio per motore endotermico, Olio lubrificante per comandi idraulici e macchinari, Gasolio, Scarti di tessuti vegetali, Feci animali, urine e letame, Scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione, Rifiuti biodegradabili di cucine e mense, Rifiuti dei mercati, Fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, Fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 190813, Fanghi prodotti dal trattamento degliì effluenti in loco

I pareri positivi 

Il via libera della Regione è arrivato dopo il parere positivo da parte degli organi invitati alla conferenza dei servizi, iniziata in data 24 marzo 2021 e conclusa in data 11 maggio 2021, dalla quale sono emersi i pareri positivi di tutti gli enti invitati: Arpac, l’Ente Idrico Campano, il Consorzio ASI di Napoli, la Regione Campania, l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope, Comune di Giugliano in Campania, Città Metropolitana di Napoli, vigili del fuoco, Ato e Asl Napoli 2. 

L’opposizione ed il giallo del parere del Comune di Giugliano. 

Ad interessarsi della vicenda Alessandro Cannavacciuolo, attivista ambientale di Acerra, e Giovanni Rienzo, di Giugliano, il quale si è messo subito in contatto con il sindaco di Giugliano Nicola Pirozzi per capire cosa stesse succedendo e se c’erano possibilità di fare ricorso. I 60 giorni, però, per presentare ricorso al Tar sarebbero dovuti scadere l’8 settembre scorso ma visto che è applicata la sospensiva per il mese di agosto e tolte le domeniche si potrebbe anche restare nei termini per presentarlo. Altrimenti si dovrebbe presentare ricorso al Capo dello Stato che prevede un termine di 90 giorni dalla data di emanazione della delibera regionale.

Parla il sindaco Pirozzi

Il sindaco Nicola Pirozzi ha immediatamente ha convocato un avvocato, il quale è stato incaricato di redigere il ricorso al Presidente Mattarella per fermare la procedura. “Confermo che abbiamo dato mandato ad un avvocato di fare ricorso, ma è possibile che l’autorizzazione della regione venga ritirata in autotutela”, dice il sindaco che chiarisce come lui non fosse stato informato minimamente della vicenda. Una questione che potrebbe essere la causa del sollevamento dell’ingegnere Sabini dalla poltrona di dirigente del settore all’Ambiente del Comune di Giugliano. Ci sarebbe agli atti, infatti, una lettera del sindaco Pirozzi che stigmatizzerebbe il comportamento dell’ex dirigente, poi sollevato dall’incarico, reo di non averlo avvisato. “Il Comune di Giugliano non era presente alla conferenza, devo capire perchè dagli atti risulti questo parere positivo che io come sindaco non ho mai dato”, conclude Pirozzi.

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