La Yaba, droga della pazzia a Napoli
La Yaba, droga della pazzia a Napoli

Un immigrato del Bangladesh spacciava a Palma Campania (Napoli) pasticche di yaba, definita “la droga della pazzia” perchè induce compiere gesti di violenza chi li assume.   L’ uomo di 30 anni, già denunciato in precedenza, è stato arrestato dai Carabinieri dopo una perquisizione nella sua abitazione.

I militari gli hanno sequestrato 130 pasticche di yaba, e 90 grammi di hashish, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi ed a 300 euro.  Sintetizzata dai giapponesi nel 1800, la yaba è uno stupefacente molto diffuso in Asia, specie in Bangladesh e Thailandia.

Cos’è la yaba, la droga della pazzia

Euforia, aggressività, allucinazioni, e una dipendenza psichica tre volte quella dell’ecstasy. Sono le conseguenze dell’assunzione di Yaba, conosciuta anche come droga della pazzia, pillole più piccole della pasticche di ecstasy, di colore rosso, arancione o verde limone.

Yaba è un’espressione gergale di origine thailandese usata per indicare le pillole thai, “sostanze metamfetaminiche fabbricate dai Wa, una popolazione delle montagne birmane, antichi tagliatori di teste diventati baroni della droga” si legge su ‘Universo droga, glossario enciclopedico delle sostanze d’abuso e delle piante di impiego allucinogene’, a cura della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

“Si tratta in realtà di shaboo, noto in Thailandia con vari nomi, in occidente si è diffuso con il nome di pillole thai. Queste pillole hanno un forte odore di vaniglia e sono più piccole della pasticche di ecstasy, 6 mm di diametro” si spiega nel glossario. La pillola thai “facilita la produzione cerebrale di dopamina, una sostanza che provoca un intenso senso di piacere e di benessere. Il fatto che agisca sul centro dopaminico piuttosto che sulle vie serotoniniche fa, però, salire considerevolmente la sua capacità di indurre dipendenza. Si stima che la capacità a creare dipendenza psichica delle pillole thai sia tre volte quella dell’ecstasy”.

Gli effetti

“Gli effetti durano dalle 8 alle 24 ore, possono essere paragonati a quelli causati dall’abuso di crack. Le amfetamine thailandesi sono, infatti, un potente eccitante, che rende euforici, aumenta l’attenzione, la fiducia in se stessi e l’aggressività. L’abuso cronico provoca un nervosismo permanente, irascibilità e allucinazioni paranoiche, che possono portare a un’improvvisa e incalcolabile predisposizione alla violenza, tanto verso se stessi, quanto verso gli altri. Il consumatore perde l’appetito, soffre di disturbi del sonno cronici e di gravi e irreparabili disordini psichiatrici (ad esempio perdita di memoria) accompagnati da depressioni. Queste pillole di colore rosso, arancione o verde limone, vengono messe sul mercato con impresso un logo, di solito R, WY, WF o 99. Sinonimi – si legge – sono ecstasy thai, jaba, ya ba, yaba, yabba, yabaa, yaa baa, yah bah, ya maa”.

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