Venduto e ucciso agli Scissionisti:«Aspettava qualcuno»

La storia dell’omicidio di Ciro Maisto si inserisce in tale contesto come uno dei tanti delitti premeditati, studiati, attesi da quella camorra che, come ebbe a dire a suo tempo un pentito, ha una memoria di elefante. E in quel 2008 i vecchi conti con i nemici continuavano ad essere regolati. Nel mirino sempre loro, i Di Lauro, nonostante la sconfitta nella faida nonostante fossero stati relegati a gestire il solo Terzo Mondo.

Ciro Maisto era uno che contava a Secondigliano, uno dei colonnelli dei figli di ciruzz ‘o milionario. Fu raggiunto da quattro colpi di pistola (tre alla testa e uno al torace) in via Misteri di Parigi nel ‘cuore’ del rione dei fiori. Un appuntamento con la morte: sì perchè il ras doveva incontrarsi con qualcuno, qualcuno che, come ebbero a dire allora gli inquirenti, lo aveva venduto agli Amato-Pagano. Gli investigatori videro confermare le loro ipotesi dal controllo dei tabulati telefonici del 28enne ascoltando a lungole telefonate dei suoi familiari, per capire chi gli abbia dato l’appuntamento. Ciro Maisto non era legato a Stefano e Mario Maisto, assassinati insieme con Mario Mauriello il 9 novembre del 2004 e fatti trovare nella discarica del campo rom di Scampia. Anzi, era un ‘dilauriano’ di ferro che era finito nella black list degli scissionisti. Secondo le informative delle forze dell’ordine di allora Maisto aveva preso il posto del boss Giuseppe Pica, ammazzato il 14 marzo del 2007, nella gestione della piazza del rione dei fiori.