[Video]. Gli sfollati di via Masoni chiedono aiuto: “I nostri appelli non sono stati ascoltati”

Seconda notte fuori casa per le circa famiglie sfollate da due palazzi ai civici 46 e 63 di via Uldarigo Masoni, la strada dei Ponti Rossi interessata da una frana nei giorni scorsi. La Protezione Civile ha allestito un ricovero per le persone sgomberate all’interno dell’Istituto Nicolini- Di Giacomo di via Antonio Sogliano, altra strada che era stata interdetta al traffico. Qualcuno ha dormito nella scuola, altri hanno invece preferito recarsi da parenti o trovare di propria spontanea volontà un alloggio alternativo. Da molte ore sono a lavoro gli operai di Abc e del servizio fognature per riparare le perdite e consolidare il manto stradale scosceso. A causa del cedimento, una tubatura del gas ha subito danni sprigionando un odore nauseabondo e pericoloso avvertito nell’intera zona e addirittura sino ai Colli Aminei. A dare l’allarme, nella notte tra mercoledì e mercoledì, è stato Antonio, appena tornato dal ristorante nel quale lavora.
Ad InterNapoli racconta: «Erano circa le 3, mi sono accorto del manto stradale franato e ho l’ho fatto presente ai vigili urbani presenti sul posto e qualcuno che stava passando in quel frangente. Siccome uno degli agenti era senza voce, ho cercato immediatamente di avvertire i vigili del fuoco appena risalito a casa. I pompieri però non hanno risposto dopo numerose chiamate e A quel punto ho avvisato la Polizia di Stato che al contrario si è attivata subito». Un intervento tempestivo quello di Antonio perché, dice, «nel frattempo, quando siamo riscesi giù dopo aver avvertito le altre famiglie che stavano dormendo e che si sono riversate in strada passando la notte, si iniziava a sentire puzza di gas. Fortunatamente, è andata bene. Poteva succedere una tragedia».

Via Masoni, l'appello degli sfollati

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Publiée par InterNapoli.it sur Jeudi 14 novembre 2019

Però, aggiunge Antonio, di aver riscontrato presunti ritardi parte della Protezione Civile che secondo lui non avrebbe «fatto abbastanza, almeno all’inizio, per tutelare le famiglie sgomberate». Man mano si sta ripristinando anche l’allaccio idrico, cosa che sta consentendo a parte degli esercizi commerciali di far ripartire le attività. Non tutte però: per molti negozi, infatti, al pari delle famiglie sgomberate, è arrivata diffida a non esercitare le  per motivi di sicurezza e consentire i lavori di riparazione.