Rom. Castaldo (Pd): «Referendum bocciato? Giusto così. Contraddizione nella nota della Prefettura»

“Il Partito Democratico si era già ampiamente dichiarato contrario alla costruzione dell’Eco villaggio prospettando una vera inclusione, così come non aveva appoggiato il referendum consultivo poiché violava i diritti fondamentali dell’uomo, gli stessi richiamati dalla Prefettura. L’errore principale in tutta questa vicenda, tuttavia, è stato commesso dalla maggioranza che ha deciso di non coinvolgere tutte le parti politiche presentandoci la sua ‘soluzione’ piuttosto che la sua ‘proposta’ su come gestire la questione rom”.

È un fiume in piena il giovane consigliere democrat Adriano Castaldo che commenta la notizia dello ‘stop’ al referendum consultivo per la costruzione dell’Eco villaggio rom dettato dal Ministero degli Interni. “Avevo già avuto modo di esprimere in consiglio comunale qual fosse la posizione del PD che ha ritenuto di non dover appoggiare il referendum, in quanto in violazione dei diritti fondamentali dell’uomo richiamati anche dalla Prefettura nella sua nota ed in quanto ci riteniamo contrari a tutte quelle impostazioni ‘forcaiole’ che impoveriscono la discussione politica facendo leva sul sentimento popolare del momento.

È una tematica troppo importante per essere ‘licenziata’ con un sì o un no e che, invece, sarebbe potuta diventare un’occasione per intavolare una seria discussione politica coinvolgendo tutta la cittadinanza nonché una delegazione dei diretti interessati, ossia i rom. Leggendo le motivazioni addotte dalla Prefettura – ha continuato Castaldo – noto con un sorriso ‘ironico’ che in realtà essa stessa fornisce anche una ulteriore notizia, quella, cioè, che l’Eco villaggio, così come pensato, un ghetto, comunque non può essere realizzato in quanto è proprio l’articolo 31 della Carta sociale europea che sancisce il principio della ‘libertà di stabilimento dei cittadini europei ed il diritto di abitazione’ in assoluta sintonia, quindi, con quanto già affermato dal PD in consiglio comunale dove ci si è espressamente dichiarati a favore di una vera politica di inclusione ed abitativa che riguardi non solo la popolazione Rom ma, ovviamente, anche tutte le famiglie disagiate del nostro territorio”.

Infine il consigliere del Partito Democratico ha concluso: “Resto dell’idea, quindi, che l’errore principale commesso da questa amministrazione, sia stato quello di non coinvolgere nella discussione tutte le parti politiche, ma di portare alla nostra ‘attenzione’ quella che era solo la ‘sua soluzione’. Se ci fosse stato un momento di vero confronto e di seria discussione politica avremmo potuto far presente quella che è la nostra idea. Perché, come ho già avuto modo di ribadire in consiglio comunale, all’epoca dei fatti Prefettura e Procura hanno imposto la sola chiusura immediata di Masseria del Pozzo, non di certo la realizzazione del villaggio, che resta, quindi, una precisa scelta politica di questa amministrazione”.