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mercoledì, Maggio 18, 2022
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FINANZIARIA: «ALLA FINE SOLO I POVERI PIANGERANNO»


Non è vero che la finanziaria farà piangere solo i ricchi. La manovra imposta dalla sinistra radicale e da Vincenzo Visco alle componenti riformiste del centro sinistra, provocherà danni soprattutto a carico dei ceti più deboli. Chi ha reddito superiore ai 75 mila euro può anche rimanere indifferente di fronte al 43 per cento di Irpef. E, magari, pagare senza battere ciglio le varie imposte dirette e indirette che verranno ben presto predisposte dagli enti locali. Non avrà neppure difficoltà a pagare di più le sigarette. E se ne infischierà bellamente dei ticket che da adesso verranno richiesti nel settore della sanità. Chi è ricco si cura privatamente. E se proprio deve essere ricoverato in ospedale, non bada a spese e si piazza nelle stanze singole dei reparti solventi. Per non parlare delle cosiddette tasse di scopo, cioè l’equivalente delle vecchie imposte di soggiorno, che i sindaci si affretteranno a promulgare per fare cassa a spese dei turisti.

Chi spende cinquanta euro a pasto e non scende in alberghi dove si paga meno di 200 euro a notte, non ha problemi, oltre quello di principio, nel dare cinque euro di tassa di scopo al giorno. Un fine settimana gli costerà da 10 a 15 euro di imposta di soggiorno. Magari le pagherà mandando a quel paese Prodi e Visco. Ma non sarà certo il timore di spendere 15 euro a spingerlo a rinunciare alle sue visite alle città d’arte o alle sue vacanze rigorosamente intelligenti come si conviene ai ricchi politicamente corretti. Ma chi guadagna dai 1500 ai 2000 euro al mese come diavolo potrà mai continuare a permettersi di fumare le stesse sigarette, andare per lo stesso periodo di tempo nei soliti posti di vacanze, sottoporsi alle visite specialistiche negli ospedali pagando i relativi ticket? Il tutto sempre tenendo conto che un caffè costa dagli 0,60 ai 0,80 centesimi, che viaggiare in treno, in aereo o in macchina gli provoca un salasso di soldi e di bile, che spostarsi nelle città con i mezzi pubblici sempre meno efficienti impone una spesa minima di almeno 2 euro al giorno, che un panino veloce con acqua minerale può anche arrivare a costare dai 4 ai 6 euro, e che chi si avventura nel traffico ha la probabilità di subire multe salate per i più futili motivi?

La Finanziaria di Visco, in altri termini, non graverà sui ricchi ma su quelli che avrebbe dovuto tutelare, cioè i componenti dei ceti meno abbienti, delle fasce deboli, dei titolari di pensioni minime, di chi vive modestamente nelle metropoli e non sa a quale santo votarsi per arrivare alla fine del mese. Un esempio, quello più clamoroso e vergognoso, valga per tutti. Quello dei nuovi ticket per le visite nei pronto soccorso degli ospedali. Che non graveranno di sicuro sui ricchi, che si ricoverano nelle cliniche private, ma si scaricheranno sulle spalle dei più poveri. Quelli che vengono ignorati dai medici di base, che non possono spendere per pagare i medici privati, e che ingenuamente guardano alla struttura pubblica come alla casa comune destinata ad aiutare e accogliere chi ha più bisogno. Insomma, questa Finanziaria lascerà indifferenti i ricchi ma farà piangere lacrime amare ai più poveri.


Marcello Curzio
Direttore Provincia Oggi

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