«La pizza patrimonio dell’Unesco» parte la raccolta firme, obiettivo fissato a 2 milioni

«Consegneremo 2 milioni di firme al Comitato Intergovernativo Unesco per la Salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale quando, nella prima settimana di dicembre, i 24 Stati membri si riuniranno in sessione in Corea del Sud, sull’isola di Jeju, chiamati a valutare l’iscrizione dell’Arte del pizzaiuolo napoletano nella Lista Rappresentativa dei Beni mondiali. Pizzaiuoli da tutto il mondo hanno abbracciato la sfida finale di raccolta adesioni a sostegno della candidatura italiana che proseguirà per tutto il mese di novembre». Così il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della petizione mondiale #pizzaUnesco giunta al risultato di 1,8 milioni di sottoscrizioni con firme di cittadini da oltre 90 Paesi, ottenute grazie anche alla recente adesione di molti Paesi africani.

In vista del voto decisivo di dicembre, la raccolta firme a sostegno di #pizzaUnesco sarà attiva in ogni angolo del Pianeta per puntare all’obiettivo di 2 milioni di sottoscrizioni con firme da più di 100 Paesi.
A sostegno della campagna #pizzaUnesco, l’Ambasciata del Benin in Italia ha realizzato un documentario che mette a fuoco, attraverso interviste e scene di vita quotidiana, il fenomeno della pizza nel Paese africano. Una pizza che, seppur originale negli ingredienti, mantiene intatta la tradizione del forno a legna e, più in generale, il forte legame con la cultura italiana.
Giovedì 2 Novembre 2017, 18:07 – Ultimo aggiornamento: 02-11