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mercoledì, Luglio 24, 2024
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Ora ascolterai la musica con gli angeli. Samuele non ce l’ha fatta: ucciso a 31 anni da male incurabile

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Da un anno combatteva contro un male pensando di averlo tenuto a bada. Ma a Natale un forte mal di testa lo ha portato a scoprirne un altro più devastante, letale. Che non gli ha lasciato scampo. Ora i tanti amici di Pontedera piangono Samuele Cancelliere, che avrebbe compiuto 31 anni a luglio. Samuele è morto l’altro giorno

all’ospedale Lotti dov’era stato ricoverato dopo l’ennesimo malore. La salma è esposta alla cappella mortuaria della Pubblica Assistenza in via Profeti, dove resterà fino al 18 gennaio, quando è previsto il funerale nella chiesa di San Giuseppe alle 15,30.

Capelli lunghi, riccioluti e rossi. Sguardo sincero, sorriso ingenuo, ma vero. Questo era Samuele che stava cercando lavoro dopo un’esperienza a Londra, qualche anno fa, per trovare una sua dimensione. Dopo qualche mese era tornato a casa, nella sua Pontedera. Era figlio di Michele, un dipendente della Piaggio, e di Lidia, che in passato ha lavorato in un’azienda di Fornacette dove si realizzano selle per i veicoli della fabbrica della Vespa.

Cresciuto in via Roma, vicino all’ospedale, il trentenne frequentava il quartiere dei Villaggi, dove si era trasferito. Qui aveva molti amici, ma poi la compagnia aveva “espatriato”, come succede ai ragazzi quando diventano grandi, verso il centro di Pontedera e quei locali che accolgono la sera tanti figli di questa città dove ci si conosce un po’tutti.

Cancelliere era di quelle persone che almeno una volta in giro lo hai visto. Stava bene con i suoi amici con i quali giocava spesso a calcetto al campo della Stella Azzurra o andava a ballare nelle discoteche della zona. Tutti gli volevano bene proprio per quell’atteggiamento da amico che lo caratterizzava. Su Facebook pubblicava foto dei momenti spensierati con gli amici di sempre o pezzi

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di musica dance. Il suo ultimo anno è stato di sofferenza, ma anche di speranza che tutto il male se ne andasse così com’era venuto. Purtroppo, però, le storie come quelle di Samuele non sempre finiscono col sorriso. Anche se il sorriso è quello di un giovane dal cuore d’oro.

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