Una lite tra due ragazzi nei corridoi della scuola, ieri mattina 19 ottobre, all’istituto scolastico superiore “Vincenzo Corrado” di Castel Volturno in provincia di Caserta. Si fronteggiano due quattordicenni, che discutono animatamente per futili motivi.
Accoltella coetaneo a scuola a Castel Volturno, colpito all’addome durante la discussione
Poi, uno dei contendenti estrae dalla tasca un coltello a serramanico e colpito il coetaneo. Affondando il colpo all’addome. Mentre il ferito si accascia, sanguinante al suolo, l’aggressore va via senza alcun timore, riponendo il coltello in tasca.
Sono stati i docenti e il personale ausiliario i primi a soccorrere il ragazzo e ad avvertire la polizia. Gli agenti sono arrivati poco dopo sul posto insieme a un’ambulanza del 118. L’adolescente ferito è stato soccorso dai sanitari e trasportato d’urgenza in ospedale. Dove è tuttora ricoverato in prognosi riservata: la ferita addominale – sostengono i medici – è potenzialmente grave. Mentre non desta alcuna preoccupazione una seconda ferita a una mano.
La polizia è invece immediatamente riuscita a risalire all’aggressore. Gli agenti hanno ritrovato anche il coltello utilizzato per l’aggressione. Gli ulteriori accertamenti, condotti anche attraverso l’acquisizione delle testimonianze hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’episodio. Il quattordicenne è stato arrestato e accompagnato presso il Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei a Napoli.
Il commento del deputato Borrelli
A raccogliere l’appello accorato lanciato dalle famiglie e dalle madri degli studenti è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha accolto l’invito a sostenere la protesta. “Ho ricevuto la lettera di una mamma che mi chiedeva di non lasciare soli i ragazzi e i genitori in questo momento di profondo smarrimento. Sostenere il grido d’aiuto di questi ragazzi e dei genitori è un dovere morale e istituzionale,” dichiara il deputato Borrelli assieme al rappresentante territoriale di Europa Verde Francesco Mincione.
“Portare una lama nello zaino a 14 anni e usarla contro un compagno di classe non è solo un atto criminale: è il sintomo drammatico di un confine tra violenza di strada e luogo di formazione che si è del tutto dissolto. I ragazzi hanno il pieno diritto di andare a scuola senza paura e le famiglie devono poter fidarsi dei luoghi in cui mandano i propri figli. Non possiamo limitarci al bollettino dell’indignazione post-fatto o alle solite ricette giustizialiste. Castel Volturno è un territorio complesso in cui il peso delle tensioni sociali, dell’integrazione e del disagio giovanile viene scaricato interamente sulle spalle della scuola, dei docenti e della dirigenza. Pretendere che l’istituto scolastico faccia da solo da scudo sociale senza risorse straordinarie significa condannarlo all’impotenza. Servono interventi concreti immediati: un controllo rigoroso contro la facilità con cui i giovanissimi si procurano armi da taglio, ma soprattutto un presidio socio-psicologico e di mediazione permanente all’interno delle scuole a rischio. Sostengo pienamente la battaglia degli studenti e dei genitori: la sicurezza nelle aule deve diventare una priorità nazionale e non un tema da ricordare solo quando scorre il sangue.”

