Agguato a piazza Nazionale, la zia di Noemi rivela: «Ho visto il killer»

Non si dà pace Jessica, la zia della piccola Noemi, la piccola ferita nell’agguato di piazza Nazionale. «Dopo la sparatoria Noemi era bianca in volto, aveva gli occhi sbarrati, non parlava. Io e mia sorella l’abbiamo portata nel bagno del bar Elite per sciacquarle il viso e solo allora ci siamo accorti che una macchia di sangue le imbrattava la maglietta. Le abbiamo sfilato la t-shirt e abbiamo visto il buco del proiettile. Abbiamo chiesto aiuto. Sono arrivati tutti quelli che si trovavano nel locale. Poi finalmente abbiamo sentito l’ambulanza». Queste le parole di Jessica, che attende buone notizie dall’ospedale Santobono dal suo piccolo appartamento di Poggioreale. Con lei c’è l’a sorellina di Noemi, mentre tutti gli altri familiari, da giorni ormai, si sono letteralmente trasferiti nell’ospedale dove la bimba lotta tra la vita e la morte.
«Noi eravamo andate in centro per bere un caffè e far prendere un po’ d’aria alle bambine. C’ero io con mia sorella, mia mamma, mio padre e le mie nipotine – ha detto Jessica a Il Mattino – Eravamo appena usciti dalla macchina e io ero passata al marciapiede che si trova di fronte al bar Elites. Mia madre stringeva la mano di Noemi mentre mia sorella era già entrata nel bar portando in braccio la bimba più piccola. All’improvviso ho sentito gli spari».