Blitz contro il clan Orlando-Polverino-Nuvoletta: l’esito degli interrogatori davanti al gip

Scena muta per tutti. Hanno deciso di non parlare davanti ai giudici i presunti esponenti del clan Orlando-Poverino Nuvoletta, finiti in manette la scorsa settimana per associazione a delinquere ed estorsione. Stamattina si è tenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, che ha emesso la misura cautelare contro gli esponenti del clan Orlando-Poverino Nuvoletta. Carmine Carputo, Michele di Maro, Luigi Esposito, Sabatino Russo, Vittorio Di Giorgio, Andrea Lollo,  Luigi del Prete e il boss reggente Luigi Esposito si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Carputo è difeso dagli avvocati Giuseppe Pellegrino e Rocco Ciccarelli, Di Maro è difeso Lucio Cricrì e Marcello Fattore, Esposito e Russo sono difesi dall’avvocato Luca Gili.

Prelevato dal proprio negozio e condotto all’interno di un deposito di materiale edile al cospetto di personaggi di spicco di una consorteria camorristica per ‘ricordargli’ di far fronte al debito vantato dai malavitosi. E’ uno degli episodi dell’inchiesta su racket e camorra che ha portato i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna  ad eseguire nel territorio di Marano, a nord di Napoli, e nelle zone limitrofe, un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea. Sono 7 gli indagati, di cui 6 in carcere e uno agli arresti domiciliari, tutti ritenuti affiliati al clan Orlando-Polverino-Nuvoletta e accusati, a vario titolo, di estorsione e tentata estorsione aggravate dalle finalità mafiose.

In un caso, peraltro, si è accertato che le vittime, per aderire alle richieste estorsive, avessero persino avviato le procedure per la vendita di un locale di loro proprietà.(ANSA).

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e coordinata dal P.M. dr.ssa Maria Di Mauro e dal Procuratore Aggiunto dr. Giuseppe Borrelli della D.D.A. napoletana, ha consentito di documentare nel dettaglio tre episodi estorsivi di cui due consumati (per un ammontare di circa 72.000 euro) e uno tentato, verificatisi tra il 2015 e il 2019, in danno di due soggetti, padre e figlio, titolari di un esercizio commerciale di Giugliano in Campania. Si è accertato, inoltre, come le vittime, per aderire alle richieste estorsive, avessero persino avviato le procedure per la vendita di un locale di loro proprietà. Fondamentali per la ricostruzione degli eventi delittuosi si sono rivelate le acquisizioni delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’esercizio commerciale ove gli indagati si sono recati più volte, negli orari di apertura al pubblico, per estorcere mediante violenza e minaccia enormi somme di denaro al fine di estinguere supposti debiti contratti da uno dei figli del titolare.

Addirittura, in un’occasione, una delle vittime è stata prelevata dal proprio negozio e condotta all’interno di un deposito di rivendita di materiale edile al cospetto di soggetti apicali della consorteria camorristica, i quali hanno ribadito al malcapitato la necessità di estinguere il presunto debito vantato dai malavitosi.

L’ordinanza è solo un parziale esito di investigazioni più ampie e complesse che mirano a sfaldare l’organizzazione criminale degli Orlando che si arricchisce sempre di nuovi adepti: tra i colpiti l’apicale Esposito Luigi alias Gigino e Celeste che appena scarcerato nell’estate 2017 dopo anni di detenzione si è rimesso al vertice del clan ormai decapitato, Carputo Carmine già affiliato ai Polverino a testimonianza della integrazione criminale dei due gruppi, e Sabatino Russo già vicino ai clan giuglianesi.

I nomi degli arrestati:

Carmine Carputo, classe ’56
Luigi Del Prete, classe ‘90
Vittorio Di Giorgio, classe ‘75
Michele Di Maro, classe ‘72
Luigi Esposito, classe ‘59
Andrea Lollo, classe ‘80
Sabatino Russo, classe ‘65 
Raffaele Scognamiglio, classe ‘75