Camorra. In carcere il ricercato Vitale, l’ultimo irreperibile di quelli di ‘Abbasc Miano’

Ha attraversato pochi minuti fa le porte del carcere di Secondigliano Arcangelo Vitale ‘Angiulillo’, l’ultimo irreperibile del gruppo di ‘Abbasc Miano’. L’uomo, indicato come uno dei gestori della piazza di spaccio più redditizia del rione Don Guanella, ha varcato spontaneamente le soglie del penitenziario intorno alle 19 costituendosi alla giustizia raggiunto poco dopo dai carabinieri della compagnia Vomero che hanno fatto scattare per lui le manette. Era tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare che la settimana scorsa ha smantellato il gruppo nato dalle ceneri del clan Lo Russo e soprannominato ‘Abbasc Miano’ retto dal triumvirato Balzano-D’Errico-Scarpellini.

Di lui aveva parlato anche Carlo Lo Russo:««Una è gestita da tale Angiulillo che dava 2mila euro al mese fisse a Tonino figlio di Peppe che è detenuto a Opera. Il guadagno nostro poi era sulla vendita che era a 48mila euro. il prezzo di vendita era sempre questo escluso Marco Corona e Ciro Perfetto che avevano un prezzo di favore». Anche Mariano Torre si è soffermato sui guadagni di queste piazze:«Le piazze del Don Guanella sono divise tra noi e i Licciardi, avete arrestato solo Davide Davide e il figlio del Tacchino ma non tale Angiulillo e quelli dei Licciardi che gestiscono le loro piazze su cui sono in grado di riferire».