Campania in bilico
Campania in bilico

Zona gialla, arancione e rossa, oggi i nuovi colori e nuove regole per le regioni -su spostamenti, ristoranti, bar, scuola, sport- in base ai dati del monitoraggio Iss-ministero della Salute e alle decisioni della cabina di regia che -con ogni ordinanza del ministro Roberto Speranza valida dal 3 maggio- possono modificare la mappa colorata dell’Italia, dall’inizio della settimana quasi tutta gialla. Nella fascia con regole e divieti più soft, sono inserite al momento Lombardia, Lazio, Toscana, Veneto, Piemonte, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e le province autonome di Bolzano e di Trento. In zona arancione sono comprese Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. Da sola, in zona rossa, la Sardegna.

La maggior parte delle regioni gialle dovrebbe ottenere la conferma del colore. Il Lazio, ad esempio, segnala che l’indice Rt è a 0,85 in crescita rispetto allo 0,78 della scorsa settimana. “L’incidenza è a 139 per 100mila abitanti”, stabile rispetto ai 140 casi/100mila di una settimana fa, dice l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato.” L’Rt della Liguria è tra 0,85 e 0,86 quindi direi un calo più o meno confermato da tutti gli indicatori. Gli indicatori di qualità sono tutti ok, le terapie intensive sono sotto il 30%, le ospedalizzazioni sono sotto il 40%”, dice il governatore della Liguria, Giovanni Toti. “Siamo in zona gialla ma non si può abbassare la guardia.

«Mi sono intossicato, sento che la Campania rischia la zona arancione». Il motivo del suo pessimismo è presto spiegato: «In Campania – dice – abbiamo un dato alto sul numero di positivi ma c’è da capire bene come vengono valutati, anche perché i positivi sono per il 99% asintomatici o paucisintomatici. Ho la sensazione che in altre parti d’Italia non adottino lo stesso rigore della Campania per valutare i positivi».

E poi: «Mi sono intossicato sentendo che la Campania rischia la zona arancione ma c’è un dato contraddittorio, che non quadra. Sui due dati che non possono essere manipolati, l’occupazione delle terapie intensive e il numero di morti per Covid, la Campania è ultima in Italia rispetto alla popolazione, ad esempio abbiamo la metà dei ricoveri in terapia intensiva rispetto al Veneto».

Al momento – ma domani avremo la certezza col monitoraggio Iss – la Campania è da 7 giorni in zona gialla e dovrebbe restare in quella fascia (è quella di minor rischio e minori restrizioni). Tuttavia la regione è prima in Italia per casi attualmente positivi e casi attualmente positivi per 100.000 abitanti: ne ha circa 91mila in totale e 1.600 per centomila abitanti secondo i dati della fondazione Gimbe.

“Con l’Rt a più di 0,86 e 129 positivi su 100mila abitanti, siamo in zona gialla, ma attenzione a pochi gradini dal passare in arancione. Ricordo che i parametri ora si sono abbassati: a 1 si va in arancione e in automatico. Dipende, perciò, tutto da noi rimanere in giallo”, afferma il presidente del Veneto, Luca Zaia.

Migliora in Piemonte la situazione legata all’epidemia: si registra un’ulteriore riduzione dei casi segnalati. In particolare, la percentuale di positività dei tamponi scende dal 9% a 8% e si riduce il numero dei focolai attivi, dei nuovi e il numero di persone non collegabili a catene di trasmissione note. Inoltre, il tasso di occupazione dei posti letto ordinari scende ulteriormente tornando, dopo sette settimane, nel valore di soglia del 40%, mentre resta ancora sopra soglia quello dei posti letto in terapia intensiva, che però si riduce ulteriormente passando dal 45% al 38% di occupazione. L’indice Rt sale a 0,78 ma rimane nettamente sotto il valore di 1 per la quinta settimana consecutiva.

In Abruzzo, l’indice Rt è calato ulteriormente rispetto a quella scorsa, da 0,84 a 0,78, in attesa di ufficializzazione da parte dell’Unità di crisi nazionale. Sta scendendo l’occupazione dei posti letto in ospedale sempre più vicina alla percentuale del 20%.
Tra zona arancione e rossa potrebbero verificarsi ‘trasferimenti’. La Sardegna, zona bianca all’inizio di marzo, punta a passare in arancione sfruttando l’effetto delle restrizioni adottate nell’ultimo periodo in zona rossa, dove spera di non scivolare la Valle d’Aosta. La regione ha inviato alla Cabina di regia una nota nella quale è stato chiesto di tenere in considerazione l’andamento generale dell’epidemia in Valle, oltre all’incidenza che è rimasta sotto la soglia di 250 fino a tutta la scorsa settimana. La Valle d’Aosta supera di poche unità il limite di 250 casi ogni 100.000 abitanti negli ultimi sette giorni. Tutti gli altri principali parametri, a partire dall’indice Rt, continuano a migliorare.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.