Campania in bilico
Campania in bilico

La Campania, alla vigilia della riunione della cabina di regia – fissata domani mattina a Roma, al ministero della Salute, per il consueto monitoraggio settimanale dei dati della pandemia – non ha possibilità, per ora, di avanzare in zona gialla. Una promozione che varrebbe oro per le attività economiche, a fronte del calendario di riaperture contenute nel nuovo decreto che entrerà in vigore dal 26 aprile e fino al 31 luglio, ma insostenibile dal punto di vista dei contagi, che sono ancora alti per sperare nel cambio di colore.

Campania in bilico

Per passare in zona gialla sono obbligatorie due settimane in fascia arancione ossia quattordici giorni in un livello di rischio o ore 1 e un’incidenza stabilmente in discesa in un
range inferiore a quello attuale. Indicatori che, nel complesso, dovrebbero disegnare
complessivamente uno scenario di rischio basso o moderato incrociando la
scomparsa di nuovi focolai, il basso livello di occupazione dei posti letto e delle terapie
intensive, la conservata capacità di tracciamento dei casi.

Per andare in zona gialla la Campania, sin da oggi, dovrebbe piegare in maniera costante e significativa, per due csettimane consecutive, la curva dei nuovi contagi, far scendere la quota degli attualmente positivi, abbassate attorno a 200 l’incidenza per 100 mila abitanti e
conquistare ogni giorno schiere di guariti, costringendo Rt a un valore collocato
sotto l’asticella di 1 che segna comunque una crescita, sebbene lineare, continuando
al contempo a vaccinare agli alti ritmi raggiunti. Invece siamo ancora in una stagnante
palude”.

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