HomeCronacaClan Sangermano, annullate le condanne in Appello

Clan Sangermano, annullate le condanne in Appello

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La quarta sezione penale della Corte d’Appello di Napoli ha annullato le condanne di primo grado a carico di tre imputati nel processo sul presunto clan Sangermano, noto anche come clan Livardi, radicato tra Nola e una parte della provincia di Avellino. Bisogna tornare al primo grado per capire la portata della decisione. Il collegio A del Tribunale di Nola, presieduto dalla giudice Di Iorio, aveva condannato Nicola Sangermano a tredici anni e sei mesi. Fratello del boss Agostino, difeso dall’avvocato Raffaele Bizzarro, era ritenuto partecipe dell’organizzazione.

La stessa accusa, con una pena di dodici anni, era stata formulata per il cugino Michele Sangermano. C’era poi una terza posizione, diversa dalle altre due. Quella del commercialista Clemente Muto, assistito dagli avvocati Antonio Del Vecchio e Claudio Botti. Non partecipazione, ma concorso esterno in associazione mafiosa. Dieci anni la condanna.

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Vi è da dire che le tre pene erano superiori alla richiesta della pubblica accusa. Il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Sergio Raimondi, aveva chiesto in totale ventitré anni e cinque mesi. I tre imputati avevano scelto il rito ordinario, non l’abbreviato. In secondo grado la sentenza si rovescia. Nicola e Michele Sangermano vengono assolti dall’accusa di partecipazione al sodalizio con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

Per Clemente Muto l’assoluzione è piena, con una formula diversa e più netta: “perché il fatto non sussiste”. Le motivazioni arriveranno entro novanta giorni, come previsto dai termini di legge. Il processo era nato da un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, condotta insieme alla Dia. L’inchiesta aveva portato, nel novembre 2022, allo smantellamento del clan. Per i tre, ora, la scarcerazione. A meno che non debbano scontare pene per altri procedimenti.

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