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Assurdo a Casoria, picchiata per aver difeso lo stallo per disabili del figlio

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Un altro gravissimo episodio è stato denunciato al deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli da una madre disperata e ferita di Casoria. La donna ha raccontato l’inferno vissuto per aver difeso lo stallo per disabili riservato e numerato assegnato a suo figlio da ben 12 anni.

Il posto era stato occupato abusivamente da una automobilista che, di fronte alla legittima richiesta di spostarsi, ha reagito con arroganza: “Anche mio padre è disabile, lo usiamo noi”.  Poco dopo, la situazione è degenerata: 4 donne hanno assalito la madre fin dentro il corridoio dell’abitazione, incuranti del fatto che all’interno vi fosse l’altro figlio della donna, un ragazzo fragilissimo che vive attaccato ai macchinari salvavita.

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Il culmine della lita a Casoria

Il culmine della violenza è stato raggiunto con l’arrivo di un complice, il fratello delle donne, che è entrato nel palazzo armato di casco da moto, scagliandolo con forza inaudita verso il viso della madre. L’altro figlio, intervenuto per difendere la donna, ha fatto da scudo umano prendendo il colpo in pieno viso: la visiera del casco si è frantumata nell’impatto. Il corridoio si è riempito di sangue e il giovane, dopo aver perso quasi i sensi, ha trascorso la notte sotto osservazione tra gli ospedali di Frattamaggiore e Pozzuoli, dove gli è stata riscontrata la frattura del setto nasale con l’applicazione di un tutore.

“Siamo di fronte a un episodio di una gravità inaudita che ci lascia profondamente sdegnati”, dichiarano il deputato Francesco Emilio Borrelli e l’assessore comunale Salvatore Iavarone. “Questa non è inciviltà, questa è una bestialità che va punita con la massima severità e senza alcuno sconto di pena. Occupare abusivamente lo stallo di un ragazzo disabile è già un atto ignobile, ma arrivare a violare il domicilio di una famiglia, aggredire una madre e mandare all’ospedale un giovane con la faccia tumefatta solo per aver difeso un sacrosanto diritto è qualcosa di intollerabile. Questa gente ha agito con una ferocia sistematica, arrivando persino a chiamare ‘rinforzi’ per compiere una spedizione punitiva contro persone perbene e fragili, spezzando una visiera sulla faccia di un ragazzo che faceva da scudo alla madre come denunciato e documentato dalle stesse vittime. Abbiamo già provveduto a metterci in contatto con le forze dell’ordine affinché gli aggressori, a partire da chi ha usato il casco come arma, vengano immediatamente identificati, denunciati e assicurati alla giustizia. Non possiamo tollerare che i cittadini perbene vengano aggrediti e terrorizzati fin dentro le proprie mura domestiche da soggetti che pretendono di farsi legge da soli con le mani e con le armi. Alla madre e ai suoi figli va tutta la nostra totale solidarietà e vicinanza: non li lasceremo soli in questa battaglia per la giustizia“.

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