HomeCronacaCompra la cocaina tramite l'affiliato al clan Cacciapuoti-Ferrara, i segreti del pentito

Compra la cocaina tramite l’affiliato al clan Cacciapuoti-Ferrara, i segreti del pentito

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Temeva di essere ucciso in carcere, per questo motivo Emanuele De Pasquale è passato dall’organizzare il traffico di droga alla collaborazione con la giustizia. Indebitato a causa della ludopatia, il collaboratore di giustizia ha consegnato alla Polizia Penitenziaria il cellulare in cui erano custoditi i segreti dello spaccio, iniziando poi a rilasciare dichiarazioni ai magistrati della DDA di Napoli.

Tra le sue rivelazioni emerge anche il ruolo di Domenico Cacciapuoti, noto come Mimmo ‘o Piccirillo. L’affiliato 36eenne al clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca, insieme a Ciro Coppola dei Gionta, Emanuele D’Agostino degli Avventurato, Luciano Barattolo e Ciro Rosario Terracciano dei Mazzarella, è accusato di essere stato un fornitore all’ingrosso di cocaina a De Pasquale, avvalendosi di intermediari rimasti ancora sconosciuti.

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Nel corso dell’interrogatorio del marzo 2026, il pentito ha ricostruito i rapporti con il 36enne di Villaricca: «Siccome durante il periodo di Natale mi trovavo in difficoltà in quanto avevo giocato gran parte dei soldi che dovevo dare a Ciro Terracciano e a Emanuele D’Agostino, sono iniziate le problematiche. Da quel momento sono subentrate altre due persone, sempre con lo stesso metodo, dandomi sostanza da rivendere. È stato lì che ho cominciato ad andare in difficoltà, perché non riuscivo mai a colmare i debiti con D’Agostino e Terracciano poiché giocavo interamente quanto guadagnavo. Per far fronte ai debiti, cominciai quindi a prendere la sostanza anche da Ciro Coppola, originario di Torre Annunziata, e da Domenico Cacciapuoti… Dopo Ciro Coppola, nello stesso meccanismo, si è inserito Domenico Caccipuoli. Che io sappia, fa parte del clan Cacciapuoti di Villaricca. Cacciapuoti mi diede mezzo chilo di cocaina; il giorno dopo la consegna, gli diedi 2000 curo, come un piccolo acconto.».

Così il collaboratore di giustizia ha spiegato come il mancato saldo dei debiti con i propri fornitori si trasformasse rapidamente in una situazione fuori controllo, che puntava a risolvere aumentando le vendite. Ha così aperto altri due canali di approvvigionamento tramite altri detenuti: il primo attraverso Coppola e il secondo mediante Cacciapuoti.

La strategia si è rivelata fin da subito fallimentare. De Pasquale si è trovato in una spirale senza via d’uscita: a causa dei debiti accumulati e della dipendenza dal gioco d’azzardo, si è visto costretto a comprare continuamente nuova droga per tentare di ripagare i diversi fornitori. Tra questi, D’Agostino applicava un vero e proprio tasso d’interesse sui ritardi, imponendo a De Pasquale un sovrapprezzo di 4 euro al grammo sulla cocaina in caso di mancato pagamento tempestivo.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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