Condannato il baby ‘macellaio’ del clan Amato-Pagano, fece a pezzi Rusciano e Ferrara

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A fine gennaio del 2017 Domenico D’Andò e suo nipote minorenne  hanno ucciso e fatto a pezzi i corpi Luigi Ferrara e Luigi Rusciano. Per questo efferato gesto criminale sono stati sono stati definiti ‘macellai della camorra’.

Il massacro dei due contrabbandieri è stato condotto in un’abitazione del quartiere Casacelle di Giugliano, ma i resti dei cadaveri furono ritrovati, qualche mese dopo, nei Comuni di Afragola e Casalnuovo riposti in quattro buste di plastica nera.

Ieri il feroce 17enne è stato condannato a 16 anni per duplice omicidio dal Tribunale dei Minori, così come riporta il Corriere del Mezzogiorno.  Non avrebbe mostrato segni di pentimenti in aula, infatti, ha consegnato un biglietto sul quale c’erano scritte le sue generalità e la frase: “Ammetto gli addebiti”. Invece Domenico D’Andò sarà processato mercoledì.

Il giovanissimo “macellaio” del clan Amato-Pagano aveva 16 anni quando uccise e seppellì i due contrabbandieri di Afragola, legati al clan Moccia.