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mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Continua l’operazione antidroga sui Monti Lattari: 207 piante di cannabis, armi e un arresto

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Sta per iniziare l’estate e i Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia hanno già ripreso le operazioni a largo raggio nella Giamaica italiana.
La zona è sempre la stessa, l’area dei Monti Lattari. Una zona ormai nota, grazie alle caratteristiche geologiche, per una predisposizione alla coltivazione della marijuana.
Non solo droga su quelle montagne che sono diventate anche luoghi – già l’anno scorso i Carabinieri hanno effettuato diversi sequestri e arresti a conferma del dato – dove poter nascondersi e nascondere armi e munizioni. Anche quest’anno i Carabinieri del posto potranno contare sul prezioso contributo dei colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”. Militari addestrati per operare in determinate condizioni impervie, abituati a perlustrare i critici sentieri dell’Aspromonte. Uno spartiacque naturale la cui posizione favorisce terreno fertile per le coltivazioni più esigenti in termini di luce ed esposizione. Su tutte quelle di cannabis indica.

E se le condizioni climatiche garantiscono alla marijuana di germogliare più facilmente, la conformazione geografica offre alla criminalità rifugi per droga e armi quasi impossibili da scovare e raggiungere. La risposta al vantaggio ambientale è il monitoraggio continuo che i militari della compagnia di Castellammare di Stabia svolgono lungo quei declivi. A supportare i carabinieri locali anche lo squadrone eliportato Cacciatori “Calabria” e l’occhio elettronico del drone a guida remota. Una scansione terra-aria funzionale che non ha tardato a fare colpo, a Castellammare nella comunità montana denominata “Madonna della Libera”.

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207 piante di cannabis campionate e distrutte sul posto

A prima vista poteva sembrare un rudere abbandonato; massi e pietre lasciati nel verde che alla fine con il passare del tempo copre tutto. In realtà – quello che i carabinieri hanno scoperto – era un vero e proprio bunker. Dai primi accertamenti pare che il nascondiglio fosse stato progettato dalla criminalità organizzata locale quale serra per la coltivazione della cannabis. Un locale servito da corrente mediante allaccio abusivo alla rete elettrica principale e completo di lampade, alimentatori, impianto di ventilazione nonché di vasi con terriccio e materiale vario per la coltivazione. Un ‘lavoro edile’ quasi perfetto se non fosse che i carabinieri della compagnia stabiese monitorano costantemente quelle zone e le persone di interesse “investigativo”. Chilometri e chilometri che i militari percorrono a piedi e che rastrellano quotidianamente e che permettono di trovare le piantagioni illegali.
In un’area demaniale, infatti, i carabinieri hanno rinvenuto 207 piante di cannabis indica dall’altezza media di un metro e mezzo. Le piante sono state campionate e distrutte sul posto.

Anche questa volta, nel secondo giorno consecutivo, i carabinieri hanno effettuato un arresto e sequestrato droga. A finire in manette per detenzione illegale di armi e detenzione di droga a fini di spaccio un 33enne di Gragnano già noto alle forze dell’ordine e ritenuto dagli inquirenti contiguo al clan Afeltra-Di Martino. I militari hanno perquisito la sua abitazione e lì hanno rinvenuto e sequestrato 1 pistola lanciarazzi calibro 22 completa di caricatore per capsule di innesco, poco più di 31 grammi di marijuana, un bilancino e materiale vario per il confezionamento dello stupefacente. L’arma, utilizzata solitamente per lanciare ‘segnali di aiuto’: sarà sottoposta ad accertamenti balistici. L’arrestato è in attesa di giudizio.

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