Controlli per 120 mila famiglia sul Reddito di Cittadinanza, adesso parte il lavoro

Per il reddito di cittadinanza partono i controlli a carico delle prime 120mila famiglie. Dopo aver ricevuto il reddito di cittadinanza per tre mesi senza dover fare nulla in cambio, per i percettori del sussidio pentastellato che hanno avuto accesso al beneficio ad aprile è arrivato dunque il momento di rimboccarsi le maniche. Circa 120 mila famiglie, sulle oltre 480mila a cui ad aprile è stato riconosciuto il diritto al sussidio di marca grillina, verranno convocate nei centri per l’impiego nei prossimi giorni affinché i componenti del nucleo considerati arruolabili vengano indirizzati verso un percorso di reinserimento occupazionale tagliato su misura.

Chi non si presenterà all’appuntamento andrà incontro a sanzioni severe: si rischia persino di perdere il sussidio. Considerato che circa un terzo dei beneficiari attivabili ha ricevuto sulla propria card una somma mensile inferiore a 300 euro, non sono escluse defezioni.

Per i percettori del sussidio che hanno avuto accesso al beneficio ad aprile è arrivato dunque il momento di trovarsi un lavoro: circa 120 mila famiglie verranno convocate nei centri per l’impiego nei prossimi giorni affinché i componenti del nucleo considerati arruolabili vengano indirizzati verso un percorso di reinserimento occupazionale.

Spiega oggi Il Messaggero che il 76 per cento della platea iniziale di beneficiari risulta invece destinatario di misure di inclusione sociale o della pensione di cittadinanza e perciò non ha obblighi di attivazione lavorativa. Previste pene severe per i furbetti: verrà sospesa l’erogazione del bonus per un mese a chi non si presenterà nei centri per l’impiego il giorno della convocazione. Chi darà buca una seconda volta dovrà rinunciare invece a due mensilità del reddito di cittadinanza. Dopo tre appuntamenti mancati, il diritto al beneficio verrà revocato.