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giovedì, Agosto 11, 2022
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Crollo nel palazzo al Vasto, sgomberate 12 famiglie in via Venezia


Una sistemazione provvisoria in attesa di rientrare, chissà quando, nelle proprie abitazioni. Le decine di famiglie sgomberate ieri dal palazzo di via Venezia 23 a causa del crollo della tromba delle scale, lanciano l’appello al Comune di Napoli e alle altre autorità per non rimanere all’addiaccio anche questa notte. L’edificio, situato in zona Ferrovia, sebbene sia di proprietà privata, presenta al suo interno alcuni spazi di pertinenza dell’ente cittadino. Uno di questi ospita la sede dell’associazione no Profit aipe, dove vivono una decina di richiedenti asilo provenienti da Mali, Papa Nuova Guinea e Costa d’Avorio.

«La nostra non è una cooperativa – afferma Mohammed, presidente di Aipe – non riceviamo soldi pubblici e per andare avanti vita ad una raccolta fondi. Ma il Comune ora ci aiuti perché, come gli italiani, abbiamo passato una nottata al freddo fuori casa e non sappiamo quando potremo rientrare». Il rischio è che infatti il periodo di sgombero disposto dai vigili del fuoco prosegua per molto tempo. «Le autorità si adoperino, non possono essere lasciate senza un tetto alternativo decine di persone. Qualcuno ha avuto modo di trovare riparo da parenti ed amici, ma altri invece sono stati costretti a dormire in auto dinanzi al palazzo per evitare che qualcuno rubi.

Il Comune metta a disposizione altri locali di sua proprietà per questo periodo in cui il palazzo è inagibile» è il monito di Svitlana Hryorchuck della sigla sindacale Usb, la quale si sta occupando sia degli stranieri presenti che degli inquilini italiani del palazzo di via Venezia 23. Come Giovanna costretta, come afferma lei stessa, «a pagare 100 euro in un bed and breakfast per me, mia figlia di 16 anni e mia madre 85enne malata di diabete. Noi fino a questo momento non abbiamo potuto trovare ospitalità da nessuno, ma è davvero difficile così».

Siccome si tratta di un edificio privato, non è poi così certo capire i margini di intervento dell’ente comunale per sostenere le famiglie sgomberate. Al momento i vigili del fuoco, costretti ad utilizzare mezzi meccanici per far uscire i condomini, e i tecnici stanno effettuando rilievi garantendo la sicurezza dell’area dopo che alle 15 famiglie totali è stato notificato lo sgombero esecutivo. Dice Patrizia, un’altra residente: «È umiliante dover chiedere ad un vigile del fuoco di prendere i propri indumenti. Io questa notte ho dormito in auto perché abbiamo paura degli atti di sciacallaggio di qualcuno che può impadronirsi delle nostre cose».

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