denise pipitone
"C’è un altissimo rischio di inquinamento delle indagini”. Il punto focale per i PM è che il caso di Denise Pipitone è ormai così radicato nei social e Internet, da suggestionare chiunque.

Il Pm di Marsala che indaga sul caso Denise Pipitone lancia l’allarme: “C’è un altissimo rischio di inquinamento delle indagini”.

L’alto rischio di inquinamento delle indagini 

A 17 anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, i Pm di Marsala recriminano le modalità di diffusione delle informazioni inerenti al caso. Rimproverando, in particolar modo, ai media la quantità di dettagli circolati sulla sparizione della piccola di Mazara del Vallo. “La vicenda è descritta così in dettaglio che chiunque potrebbe avere il ruolo di testimone – riferiscono i magistrati -. “Un navigatore del web o uno spettatore di talk show sarebbe in grado di raccontare tutti i dettagli. Mitomani di ogni sorta e personaggi in cerca d’autore si inseriscono indebitamente in questa vicenda“.

Il punto focale per i Pm è che il caso di Denise Pipitone è ormai così radicato nei social e Internet, da suggestionare chiunque. I media diventano delle casse di risonanza e ciò aggrava ulteriormente le indagini.

L’archiviazione dell’inchiesta

La procura di Marsala ha chiesto al gip l’archiviazione per Anna Corona, indagata nuovamente per il sequestro e la sparizione della bambina. Piera Maggio e Pietro Pulizzi, il papà naturale della bambina, hanno scelto di non commentare: “Sulla scelta della Procura della Repubblica di Marsala di avanzare richiesta di archiviazione non abbiamo nessun commento da fare, attenderemo di acquisire l’intero fascicolo per analizzarlo e prendere le decisioni che il codice di procedura prevede”. 

Il documento ripercorre le nuove e le vecchie piste e conferma alcuni accertamenti eseguiti, ma sottolinea anche le false testimonianze di Antonella Allegrini e il marito Paolo Erba. I due avevano raccontato al legale di Piera Maggio, madre di Denise, che il giorno della scomparsa avrebbero avvistato la piccola Pipitone nell’hotel in cui lavorava Corona, ma le indagini hanno smascherato la falsità e i due hanno confessato.

Intanto l‘avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la mamma di Denise, ha meno di 30 giorni per opporsi all’archiviazione per Anna Corona, moglie del papà naturale di Denise, e Giuseppe Della Chiave, nipote del testimone sordomuto Battista. Dai riscontri effettuati, sarebbero false le dichiarazioni del testimone che aveva scritto di aver visto Della Chiave prendere il treno con la compagna e una bambina il giorno seguente la scomparsa di Denise.

Il caso Denise Pipitone

L’1 settembre 2004 Denise Pipitone, di 4 anni, scompare da Mazara del Vallo, mentre rincorreva un cuginetto davanti l’abitazione della nonna materna. Su indicazione di Piera Maggiomamma della piccola, le indagini si concentrano sulla pista della vendetta familiare. Denise non è figlia di Toni Pipitone (marito di Piera Maggio) ma di Piero Pulizzi, sposato con Anna Corona, con cui ha altre due figlie. Una delle due, Jessica Pulizzi, finisce a processo per la scomparsa della sorellastra ma viene assolta nel 2017 in Cassazione. Seguono 17 anni di silenzi e depistaggi, in cui mamma Piera non si è mai arresa all’idea di non rivedere più sua figlia e non ha mai smesso di lanciare appelli, affinché “chi sa parli”.

La nuova pista in Tunisia

A parlare di una bambina partita in nave per la Tunisia nei giorni seguenti la scomparsa di Denise e registrata con un nome falso è Maria Angioni, l’ex pm che seguì le ricerche della piccola e ora è indagata per alcune dichiarazioni che non hanno trovato riscontro nei fatti. Intervenendo a Storie Italiane, su Rai 1, la Angioni si è giustificata: “Sono stata un po’ ingenua e non sono una mitomane, volevo essere d’aiuto”. 

Storie Italiane ha anche intervistato il figlio dei due tunisini.  Si presume, potessero trovarsi a bordo dell’imbarcazione quel 2 settembre 2004  assieme a una bambina, le cui generalità non sono corrette. Il giovane ha smentito che i suoi genitori potessero essere imbarcati per la Tunisia: “A quei tempi – ha detto – mio papà lavorava in mare e mia mamma era sola in Sicilia. Non siamo mai andati in Tunisia a settembre, sempre all’inizio di agosto. Quel nome della bambina è sbagliato perché mischiato tra arabo e italiano”. Infine ci sarebbe l’età a smontare la pista tunisina, la giovane indicata dalla Angioni come Denise ha 26 anni, mentre la bimba scomparsa da Mazara oggi ne avrebbe 21

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