Elezioni Giugliano. Intervista al Commissario Prefettizio e presunto voto di scambio, clima avvelenato tra i candidati sindaco

Da sinistra: Nicola Pirozzi, Giuseppe Pietro Maisto, Antonio Poziello e Arianna Organo

A due settimane dal voto si accende il clima politico. Ad infervorare gli animi dei candidati sindaco sono le dichiarazioni rese dal commissario prefettizio del Comune di Giugliano dott. Umberto Cimmino ad AbbìAbbé (leggi qui l’intervista) e le accuse dell’ex sindaco su un presunto voto di scambio in corso avanzate dall’ex sindaco Antonio Poziello. Su quest’ultimo punto l’ex primo cittadino ha rilanciato dure dichiarazioni durante la presentazione della lista Europa Verde: “Il voto di scambio da queste parti è un mestiere che alcuni esercitano con leggiadria mai vista”, ha dichiarato Poziello denunciando la compravendita di pacchetti di voti, senza però fare nomi specifici su coalizioni o candidati coinvolti.  “Il voto di scambio è la busta della spesa che esce dai supermercati con 20 euro dentro perchè 20 euro di spesa non bastavano, è la rosa con 50 euro all’interno. A qualcuno sta sfuggendo che in questa città i voti vengono comprati ogni giorno, chiedo alle forze dell’ordine di guardare con attenzione cosa sta succedendo a Casacelle, a Licola mare e in tanti posti dove la povertà è comprata da chi usa il voto di scambio per guadagnare posti nelle liste perché ha necessità di rappresentare al comune interessi che sono tutt’altro che pubblici e della città. Non si possono contrabbandare i diritti, la dignità non può essere svenduta per 20 euro – ha detto -. Il diritto alla salute, all’ambiente, a una città vivibile non è scambiabile con 50 euro o una busta della spesa. Provo vergogna che nella mia città ancora nel 2020 ci sia lo scambio per il favore a fronte di ciò che spetta alle persone”.

Accuse a cui ha replicato il candidato del centrodestra Giuseppe Pietro Maisto: “In questi giorni si registrano molte voci che gettano ombre sul futuro governo della città. Parlo delle dichiarazioni del commissario prefettizio sull’ipotesi di commissione d’accesso, e di quanto dice l’ex sindaco su una presunta compravendita di voti. Dichiarazioni che seguono l’altrettanto inquietante episodio dell’incendio dello scooter di proprietà di un ex consigliere. “Mi pare chiaro che c’è bisogno capire se queste circostanze sono collegate tra di loro. Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo con maggiore forza: questa campagna elettorale deve essere trasparente! Lo richiede il nostro progetto di rivoluzione cortese. Per questa ragione chiederò nelle prossime ore un incontro urgente con i vertici cittadini delle forze dell’ordine. Ai candidati delle mie liste ho chiesto dal primo momento di segnalare tutti gli episodi che eventualmente potrebbero essere registrati sui territori.  Siamo sentinelle di legalità e trasparenza”, dice il candidato sindaco del centrodestra Giuseppe Pietro Maisto.

Senza mezzi termini anche Arianna Organo, che sui social commenta così l’intervista del commissario Cimmino: “Tutti quelli che oggi si ripropongono alla carica di sindaco o consigliere, se c’erano hanno taciuto o collaborato e chi non c’era è perché non aveva interesse a sapere ne tantomeno intervenire.
Non crediamo ne avrà in seguito, visto pure i “mezzi propagandistici ” non sempre basati sulla fiducia.
Per noi sono tutti complici e adesso ridicoli buffoni con i loro megacartelloni e le preghiere,
ridicoli e colpevoli di non voler risolvere ma solo mascherare i problemi della nostra città.
Anche i consiglieri che per 4 anni hanno avuto accesso agli atti e oggi sembrano caduti dal pero”.

Duro anche Nicola Pirozzi, candidato sindaco del centrodestra: “Quelle del commissario prefettizio sono dichiarazioni di un uomo delle Istituzioni che amministra il Comune dopo lo scioglimento anticipato. Riflessioni di un uomo delle istituzioni distante dalla politica e anche dalla campagna elettorale. Un uomo di Prefettura, un uomo di legge che spiega come sono stati sperperati i soldi del Comune, in maniera clientelare, e soprattutto ha confermato quello che denunciamo da sempre: contratti non in regola e zone d’ombra attorno agli appalti. Una comunità sana non può continuare a fingere di non vedere e di non sapere. Si tratta di un allarme, serio, che riguarda non solo il passato e il presente ma soprattutto il futuro perché dalle parole del commissario prefettizio emerge un quadro inquietante sul mancato rispetto della legge in tutti i settori dell’Ente locale. E questo potrà avere pesanti ripercussioni sulla vita amministrativa e politica della nostra comunità se non si dovesse cambiare registro. Ripeto, la campagna elettorale non c’entra nulla perché a parlare è un uomo di Stato, un uomo di legge. Siate consapevoli quando vi recherete ai seggi elettorali perché mai come in questo momento il futuro è chiaro. E nessuno potrà ancora fingere di non sapere. L’ho detto e lo ripeto: il nostro obiettivo resta il ripristino del primato della legge e dell’interesse collettivo su quello di parte. L’ho detto in tempi non sospetti ed oggi quelle parole assumono un significato ancora più pregnante e attuale”.