“Basta beneficenza con i soldi del Comune”, intervista al Commissario Prefettizio Umberto Cimmino

Intervista al Commissario Prefettizio del Comune di Giugliano dott. Umberto Cimmino
Intervista al Commissario Prefettizio del Comune di Giugliano dott. Umberto Cimmino

Nominato il 10 febbraio scorso dal Prefetto di Napoli, Marco Valentini, a seguito dello scioglimento del Comune di Giugliano dopo le dimissioni di 19 consiglieri, il commissario Umberto Cimmino ha guidato la terza città della Campania nel momento più difficile della sua storia, quello della pandemia da Coronavirus. Una città dalle mille contraddizioni, quella descritta dal commissario, sotto tanti punti di vista.

Che città ha trovato quando si è insediato e come la lascia?

Mi sono insediato nella prospettiva di fare un programma a breve-medio termine visto che le elezioni Amministrative erano previste per fine maggio, poi sono rimasto in carica a causa dell’emergenza coronavirus ed ho dovuto riprogrammare l’azione amministrativa. Da tecnico la prima cosa che ho controllato è stata la situazione della macchina comunale. C’è un’evidente carenza del personale dipendente, aggravata anche da pensionamenti e assenza di turn over e altre situazioni. Poco prima che mi insediassi è andato anche in pensione il dirigente capo della Ragioneria, un settore strategico. Mi sono dovuto arrangiare affidando la dirigenza ad interim al dottor Petirro. Altro punto dolente dove sono intervenuto è stato quello della Polizia Municipale. Una città come Giugliano deve avere un Corpo dei Vigili Urbani autonomo mentre qui era inglobato con il settore dei Servizi sociali. Ho provveduto a scorporarlo ed ho reintegrato la Comandante Maria Rosaria Petrillo alla guida. Dopo pochi giorni dal mio insediamento ho dovuto affrontare diverse problematiche, a partire dalla situazione economica dell’Ente. Ho risposto ai rilievi della Corte dei Conti sul Consuntivo 2018 e preparare quello del 2019 in base alle nuove normative.

Su questo punto ci sono state diverse polemiche. Qual è la verità sullo stato di salute delle casse del Comune?

Le nuove disposizioni di legge ci hanno obbligato a una revisione dei residui attivi e passivi dell’Ente. Precedentemente venivano messi in bilancio anche i crediti di dubbia esigibilità, si trattava di un esercizio finanziario fittizio che alterava il reale stato di salute delle casse comunali. Adesso nella redazione dei documenti contabili deve essere fotografata la situazione reale dal punto di vista delle entrate e delle uscite. Facendo l’accertamento dei residui attivi e passivi ci siamo accorti che c’è un buco totale di 88 mln di euro che possono essere ripianati attraverso un piano di riequilibrio, ovviamente previo consenso del ministero dell’Interno e delle Finanze. Dobbiamo però dimostrare di fare tutto il possibile per aumentare le entrate, fino ad ora molto carenti. Infatti abbiamo invitato la società concessionaria dell’appalto di riscossione a fare un’azione più incisiva contro l’elusione e l’evasione fiscale.

C’è stato un po’ di lassismo sotto questo punto di vista? Come si evita il dissesto finanziario?

Ci siamo accorti che dovevano essere ancora riscosse tasse risalenti alle annate 2014- 2015. Questo non è accettabile. Per evitare il dissesto finanziario, innanzitutto, come già detto in precedenza, bisogna incassare di più visto che aumentare le imposte è praticamente impossibile dato che sono già al massimo. Poi un’altra cosa che stiamo facendo è la revisione di tutti i contratti pubblici. Sono stati firmati appalti per cui il Comune sborsa tanti soldi a fronte di un incasso davvero irrisorio. Un esempio è il servizio di trasporto pubblico locale: a fronte di un incasso di appena 4mila euro provenienti dai biglietti si spende quasi un milione di euro per il servizio. Questi contratti sono stati da un lato occasione di guadagno per alcune società, ma dall’altra hanno causato problemi economici all’Ente. Inoltre abbiamo accertato che ci sono società, anche appaltatrici del Comune, che non pagano Tari e Tosap da anni. Hanno arretrati per migliaia e migliaia di euro. Stiamo valutando la possibilità di sospendere le autorizzazioni, revocare le licenze o risolvere i contratti a chi non è in regola con il pagamento delle tasse. Adesso Giugliano e il prossimo Consiglio comunale non si possono più permettere di fare beneficenza a nessuno.

Ci sono verifiche in corso anche su altri appalti del Comune?

Stiamo controllando tutti gli appalti e sistemando quelli che erano scaduti. Per esempio il 31 luglio 2018 è scaduto l’appalto della nettezza urbana con la Teknoservice. Prima del mio insediamento c’era state sempre proroghe. Abbiamo segnalato l’anomalia all’Anac, nel frattempo è stato approvato il capitolato e indetto la gara con la Sua (Stazione Unica Appaltante della Prefettura), affidata pochi giorni fa. Anche nella manutenzione delle rete idrica e fognaria si pagano troppi soldi per le cause intentate dai cittadini a causa di allagamenti e fogne fatiscenti. A fronte di questi problemi non c’è un adeguato incasso di canoni idrici. Anche in questo caso ho invitato l’ufficio Tributario del Comune a una maggiore attenzione per recuperare le somme dovute, soprattutto da parte di grandi società che non pagano l’acqua. Riguardo alla rete fognaria si continuava a concedere concessioni e licenze anche in mancanza di opere di autorizzazione primaria. Ci sono interi complessi edilizi costruiti addirittura senza fogne. Com’è possibile?

L’Amministrazione uscente aveva avviato i lavori per l’approvazione del nuovo Puc. Ha avuto modo di visionarlo?

A fine marzo ho avuto modo di prendere visione dei documenti, ci sono molti problemi che non vengono tenuti nella giusta considerazione come ad esempio quello della presenza di circa 2mila immobili abusivi e l’assenza di opere di infrastrutturazione. Va sicuramente rivisto. Altro caso spinoso è quello dell’area Pip in via San Francesco a Patria. Dopo diversi anni sono iniziati i lavori ma pare ci siano problemi. Conferma? Il dirigente dell’Assetto del Territorio, l’architetto Valvo, ha accertato che il progetto non è conforme ai regolamenti urbanistici. Mancano le infrastrutture primarie e ci sarebbero anche problemi dal punto di vista ambientale. Per questo motivo è stato avviato il procedimento di sospensione dei lavori. Inoltre abbiamo chiesto chiarimenti ai privati per capire bene se abbiano tutte le autorizzazioni ambientali. Addirittura sulle carte c’erano scarichi che andavano a finire direttamente nel lago Patria. Va verificato anche di chi sono questi depositi e capannoni che si stanno costruendo, non si capisce se sono di tipo industriale o artigianale.

Controlli sono stati fatti nei giorni scorsi anche sui lidi del litorale Giuglianese. Anche lì sono stati rilevati problemi? Polizia municipale e carabinieri hanno effettuato controlli per verificare se ci sono tutte le concessioni, nel contempo ci sono più inchieste giudiziarie. Pare che per alcuni stabilimenti ci siano problemi sull’occupazione di suolo pubblico e su opere abusive. Ciò potrebbe portare anche alla revoca delle concessioni. Aspettiamo gli esiti delle verifiche effettuate.

Altra emergenza che lei ha affrontato è la questione rom. Dopo lo sgombero dal vecchio campo, ora vivono in condizioni degradanti pochi metri più avanti. Perché non si riesce a trovare una soluzione definitiva al problema?

Dopo pochi giorni dal mio insediamento mi sono trovato davanti alla richiesta di sgombero disposto dalla procura per questioni di salubrità e salute pubblica. Immediatamente ho convocato un tavolo con le parti del Terzo Settore per risolvere definitivamente una questione atavica ed evitare un nuovo pellegrinaggio dei nomadi nell’area giuglianese. Il Prefetto mi aveva chiesto di trovare alternative allo sgombero forzato, mi sono adoperato per farlo. Avevo trovato la soluzione dell’accompagnamento dei rom nelle abitazioni, non solo di Giugliano ma in tutta la Campania, utilizzando i fondi, 900mila euro, che la Regione aveva messo a disposizione inizialmente per l’ecovillaggio. Inizialmente la Regione aveva dato il proprio assenso, tant’è che avevamo redatto insieme alle associazioni e al dirigente alle politiche sociali il progetto ‘Abramo’ per l’accompagnamento dei 350 rom nelle abitazioni. Gran parte della popolazione nomade aveva dato anche il proprio assenso a trasferirsi nella case, individuate sia a Giugliano che in altre zone della Campania e d’Italia, tra cui alcune masserie nel Beneventano e nel centro Italia. Quando si è dovuto concretizzare il progetto e chiedere alla Regione l’invio del finanziamento, da Palazzo Santa Lucia hanno fatto marcia indietro sollevando dubbi alla prefettura e alla Città Metropolitana sulla fattibilità. Dalla Provincia hanno detto di non essere competenti a decidere in materia mentre dalla prefettura era arrivato l’ok ad utilizzare questi 900mila euro per il progetto che era già pronto. La Regione, però , non ci ha più risposto e ora non ci sono più i tempi tecnici. È un vero rammarico. Sono dispiaciuto e l’ho fatto presente anche alla Corte di Giustizia Europea che aveva chiesto chiarimenti al Comune sulle condizioni di estremo disagio in cui vive la popolazione rom giuglianese.

A proposito di rammarico, molti giuglianesi sono rimasti delusi dall’abbattimento di parte del Borgo Zaccaria…

Dal punto di vista strettamente giuridico è un abbattimento che si poteva fare in base al piano casa della Regione Campania, anche perché non c’era nessun vincolo. L’unica cosa che abbiamo potuto fare è stata quella di avvertire la Sovrintendenza affinchè inviassero propri funzionari per verificare se ci fossero reperti storici o archeologici che legittimassero la sospensione dei lavori. Sul caso c’è stata anche un’interpellanza parlamentare. Dalla Sovrintendenza, però, non abbiamo ricevuto nessuna notizia. Tutto sembra in regola. Anche lì però mi domando come sia possibile in concreto prevedere villini con piscina dove manca l’acqua. Quella della carenza idrica è una delle incongruenze e contraddizioni di Giugliano. Da un lato c’è chi dà il permesso a costruire e autorizzano grandi costruzioni, dall’altro mancano le reti infrastrutturali adeguate. Un paradosso. Come ogni estate il problema dei roghi tossici è tornato alla ribalta ed è ora uno dei temi caldi dell’attuale campagna elettorale.

L’ex sindaco Poziello sostiene che col commissario prefettizio i roghi tossici sono aumentati…

Innanzitutto devo ringraziare l’Amministrazione uscente perché grazie ai fondi comunali che ho trovato in bilancio, circa 700mila euro, ho potuto provvedere alla rimozione dei rifiuti in località Schiattarella, dove c’era il vecchio campo rom. Grazie a quel finanziamento nei prossimi giorni bonificheremo anche altre zone come i terreni di Casacelle. Potrei dire perché questi fondi risalenti al 2018 non sono stati spesi prima, ma a me non piace fare polemiche politiche. Sono un tecnico e mi piace fare, non dire le cose. Riguardo alla situazione roghi tossici, purtroppo la Regione Campania ha definanziato il progetto di rimozione della spazzatura e bonifica nell’area adiacente all’ex zona Asi, dove pochi giorni fa è scoppiato un incendio. Per fortuna abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa col Ministero dell’Ambiente e altri Enti per l’installazione di telecamere in alcune zone sensibili oggetto di sversamenti e rimozione di rifiuti.

Si è trovato alla guida di Giugliano in un momento difficilissimo come quello della pandemia Covid. Come ha risposto la città?

Per fortuna ho trovato una grande collaborazione da tutte le forze di polizia del territorio e soprattutto devo dire grazie ai cittadini giuglianesi per il comportamento esemplare e ligio al dovere. La popolazione ha dimostrato grande senso di responsabilità nell’accettare le limitazioni imposte dal lockdown. Adesso stiamo vivendo una nuova fase, quella della convivenza con il virus, ma non bisogna affatto abbassare la guardia. Rivolgo un ulteriore appello a tutta la cittadinanza affinchè rispettino tutte le norme previste per la prevenzione del contagio da coronavirus imposte da Governo centrale, Regione e Comune. I nuovi positivi sono giovanissimi che ritornano dall’estero, siamo in continuo contatto con l’Asl per verificare la curva del contagio.

Come si sta organizzando l’Amministrazione in vista dell’apertura dell’anno scolastico?

Pochi giorni fa ho avuto un altro incontro con i dirigenti scolastici del territorio a cui va tutta la mia solidarietà visto il momento di grande confusione che regna. Siamo in attesa di conoscere le disposizioni precise da parte del Governo e della Regione. Ai dirigenti ho detto che faremo tutto quello che c’è da fare rispetto alle competenze comunali, come la ricerca di nuovi spazi per garantire il distanziamento. Abbiamo proposto di ricavare aule utilizzando anche palestre e biblioteche e di creare una ‘stanza Covid’ all’interno di ogni istituto qualora ci dovessero essere soggetti che presentano sintomi da coronavirus.

La città di Giugliano è attenzionata dalla magistratura, soprattutto dopo lo scioglimento nel 2013 per infiltrazioni camorristiche. Si è vociferato di un dossier inviato in prefettura per chiedere l’invio della commissione d’accesso. Quanto c’è di vero?

Mi sono insediato dopo le dimissioni dei consiglieri occupandomi solo dell’ordinaria amministrazione. Naturalmente quando c’era qualche incongruenza da segnalare, l’ho fatto. Al momento, però, non mi risulta l’invio di una commissione d’accesso a Giugliano, non ci sono nemmeno i tempi tecnici. Bisogna, però, tenere la guardia alta e verificare se tutte le ingerenze rilevate negli anni scorsi siano state rimosse.

Da tecnico che augurio fa alla città di Giugliano e come vive questa campagna elettorale?

Voglio fare un augurio a tutti i candidati di lavorare per il bene della città. Giugliano ha bisogno di persone competenti, capaci ed oneste. Il segreto di ogni Amministrazione è il controllo, ovvero avere dentro di sé quegli anticorpi per segnalare in qualsiasi momento le cose che non vanno ed eventuali manchevolezze. Questo è il compito principale non solo dei prossimi consiglieri comunali ma anche dei cittadini dall’esterno. Anche loro sono lo Stato.