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giovedì, Gennaio 20, 2022
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Reddito di Cittadinanza, relazione al Ministero: “Famiglie numerose penalizzate”


Ieri sono state presentate alcune proposte di modifica al Reddito di Cittadinanza da parte del Comitato Scientifico, organo tecnico creato ad hoc per la valutazione del contributo. La relazione è stata presentata alla stampa dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, e dalla presidente del Comitato, professoressa Chiara Saraceno.

REDDITO DI CITTADINANZA, NUOVE PROPOSTE

I tecnici del ministero hanno avanzato 3 proposte di modifica.

  1. Rimodulazione dei criteri di accesso e del beneficio economico per riequilibrare la misura in favore delle famiglie con figli minorenni e numerose ad oggi penalizzate.
  2. Maggiore flessibilità nel considerare il patrimonio.
  3. Parziale cumulabilità dei redditi da lavoro con il beneficio per incentivare l’offerta di lavoro.

Il ministro Orlando ricordava che la Relazione rappresenta: “uno spaccato che parte dalla realtà. E per questo, estremamente attendibile, un punto di riferimento per ogni discussione sul tema, una riflessione per ogni ulteriore integrazione parlamentare“. Quindi il lavoro del Comitato sarà sottoposto a confronto con le altre forze politiche.

SOSTEGNO AI CONSUMI

La professoressa Saraceno, prima di scendere nel dettaglio della Relazione, ha ricordato “le due gambe del Reddito di Cittadinanza: da un lato, una misura monetaria per sostenere i consumi, dall’altro una misura di rafforzamento della capacità delle persone”. Sottolineato, inoltre, quanto la pandemia abbia impattato su un mercato del lavoro già rallentato di suo e sui servizi responsabili dell’attuazione della seconda gamba.

L’INQUADRAMENTO DEI MINORENNI

Inoltre Saraceno esponeva il problema connesso alla scala di equivalenza con la quale le soglie di accesso e il contributo spettante sono parametrati per famiglie di diversa dimensione. “Che nel calcolo i minorenni contino la metà di un adulto – ha sostenuto – è sbagliato: ciò fa sì che famiglie numerose abbiano più difficoltà ad accedere al sussidio. È un’iniquità tra poveri e particolarmente grave perché a sfavore dei minorenni. La nostra proposta equipara adulti e minorenni e alza la soglia massima del coefficiente della scala di equivalenza, contestualmente abbassando l’importo base dell’assegno mensile.

Il ministro Orlando anticipa che tutte le Regioni, “dopo tre anni, hanno finalmente presentato il piano di potenziamento dei Centri per l’impiego ma la percentuale di spesa è ancora molto bassa”. Si tratta di un tema di rilievo, concludeva, che è anche elemento integrante a supporto del PNRR.

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Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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