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venerdì, Agosto 19, 2022
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Follia in provincia di Napoli, aggredisce il fratello Domenico e brucia il suo corpo


Follia in provincia di Napoli, aggredisce il fratello Domenico e brucia il corpo.  Oggi a Sant’Antonio Abate, i Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia in esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso da questa Procura della Repubblica, hanno proceduto al fermo del 36enne M.A., gravemente indiziato dell’omicidio premeditato, pluriaggravato, del fratello 33enne Domenico.

La serrata attività d’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia e coordinata da questa Procura della Repubblica, ha consentito di far luce sul ritrovamento di un cadavere carbonizzato nelle campagne di Lettere, avvenuto lo scorso 30 marzo. In quell’occasione i militari dell’Arma, allertati da alcuni residenti della zona che avevano notato il propagarsi delle fiamme e una colonna di fumo alzarsi da un fondo agricolo, erano intervenuti in un terreno distante poche centinaia di metri dal centro abitato di Sant’Antonio Abate, dove avevano rinvenuto il cadavere di un uomo completamente carbonizzato, ancora avvolto dalle fiamme, adagiato sotto una piccola tettoia.

I primi accertamenti hanno permesso di ipotizzare che si trattasse di Domenico Martone, la cui autovettura, all’interno della quale vi era il green pass della vittima, era stata parcheggiata in una stradina interpoderale distante poche decine di metri dal luogo del macabro ritrovamento. Gli immediati accertamenti medico-legali ed i primi approfondimenti investigativi sulla vita privata della vittima, priva di qualsiasi precedente penale e di polizia, hanno indotto gli inquirenti a focalizzare l’attenzione investigativa sul contesto familiare.

L’ANALISI DELLE IMMAGINI DELLA VIDEOSORVEGLIANZA

L’analisi delle immagini di videosorveglianza pubbliche e private della zona ha permesso di ricostruire gli ultimi momenti di vita della vittima e di accertare la presenza sul luogo del delitto, in un orario compatibile con quello in cui è stato commesso l’omicidio, del fratello di Domenico. Nonché di ricostruire il tragitto percorso da quest’ultimo, a piedi, successivamente all’evento delittuoso, nell’allontanarsi dal luogo dell’omicidio.

BRUCIA IL FRATELLO ANCORA VIVO

I successivi approfondimenti investigativi, comprensivi di acquisizioni documentali e di accertamenti, di natura sia tecnica che medico- legale, delineavano un gravissimo quadro indiziario a carico dell’indagato, dal quale è emerso che il giovane fermato avrebbe dato fuoco al corpo del fratello, dopo averlo aggredito e tramortito, mentre questi era ancora in vita. Addirittura ne avrebbe premeditato l’omicidio, al fine di riscuotere l’indennizzo di una polizza assicurativa sulla vita della vittima. Polizza stipulata più di un anno prima proprio su iniziativa del fermato, unico beneficiario della stessa.

L’OMICIDIO AGGRAVATO DALLA PREMEDITAZIONE

Al fermato è contestato il reato di omicidio aggravato dalla premeditazione, dai motivi abbietti, per averlo commesso al fine di riscuotere l’indennizzo dell’assicurazione sulla vita del fratello, e dalla crudeltà, per avere dato fuoco a quest’ultimo mentre era ancora in vita. L’adozione del provvedimento di fermo si è resa necessaria stante il concreto e fondato pericolo di fuga del presunto autore dell’omicidio sul quale si era concentrata l’attenzione investigativa degli inquirenti, trattandosi di un marittimo, legato da vincoli affettivi ad una persona di nazionalità straniera e residente all’estero. Il fermato, dopo le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per la convalida del fermo.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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