Guerra di camorra, il pentito:«I Nappello uccisi da quelli di Abbasc Miano»

C’è la storia criminale recente di Miano e Piscinola, i rapporti, gli affari e la spaccatura in due anime del quartiere che un tempo era feudo dei Lo Russo nelle oltre 482 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa contro ras e gregari dei Cifrone. Il gruppo che dalla parte alta di Miano aspirava a conquistare tutto il quartiere forte anche della dissoluzione del gruppo rivale, quello di ‘Abbasc Miano’ riunito nel triumvirato Balzano-D’Errico-Scarpellini. A raccontare tutti i retroscena di questi ultimi anni di mala nell’area nord il collaboratore di giustizia Luca Covelli che ha svelato anche un particolare riguardante un duplice delitto ‘eccellente’, quello dei due Carlo Nappello, zio e nipote.    Le manette per quelli di ‘ngopp Miano’ sono scattate grazie all’azione dei carabinieri del comando provinciale di Napoli e della compagnia Vomero, a conclusione di indagini
coordinate dalla Dda partenopea, eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli nei confronti di 23 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsione, minaccia, detenzione e porto di armi e munizioni, con l’aggravante per la maggior parte degli indagati della finalità mafiosa. Decisive proprio le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, vera ‘voce di dentro’ delle cosche di Miano.

La divisione di Miano e Piscinola: ‘quelli di sopra’ e ‘quelli di sotto’

In un verbale del gennaio del 2019 Covelli spiega come era diviso il quartiere:«I cugini Cifrone e Tipaldi Nanà comandano a Piscinola tramite l’imbasciata di Oscar Pecorelli o Malomm mentre Matteo Balzano comanda a Miano». A questo punto Covelli tira in ballo i componenti del gruppo di ‘Abbasc Miano’ facendo un nome (che evitiamo di riportare visto che al momento questo soggetto non risulta indagato per omicidio ndr) spiegando che:«Ha metà Don Guanella che ha conquistato dopo aver ucciso i due Nappello. I rapporti tra i due clan sono questi: i Cifrone fanno la droga e le estorsioni alle attività commerciali a Piscinola e Matteo Balzano a Miano e al Don Guanella; per quanto riguarda il pane i guadagni sono divisi al 50% tra i due clan; per quanto riguarda invece le estorsioni ai grossi cantieri il provento veniva diviso in tre parti. Parlo del cimitero di Miano e della Birreria Peroni. Quest’ultima paga 20mila euro al mese da dividersi tra Balzano e Cifrone mentre altri 10mila euro vanno alla Masseria Cardone».

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