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mercoledì, Gennaio 26, 2022
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I fratelli Bervicato in manette, la famiglia del Parco Verde nel mirino delle forze dell’ordine


Prima l’arresto per droga ai danni di Domenico, indagato anche per l’omicidio di Antonio Natale, poi le manette per il fratello Francesco. La famiglia Bervicato del parco Verde finisce sotto i riflettori dei magistrati. Ieri a seguito di un blitz è stato arrestato Francesco Bervicato. Il 21enne, alla vista dei militari, si è nascosto tra le siepi per poi cercare di allontanarsi a piedi. I carabinieri lo notavano, inseguito e bloccato. Perquisito veniva trovato in possesso di 15 dosi di cocaina e con la somma contante di 756 euro. L’arrestato si trova al carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.

Lo scorso 21 novembre arrivò una prima importante svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Antonio Natale, il ragazzo di Caivano scomparso nel nulla il 4 ottobre e poi trovato cadavere in un terreno. Indagato per omicidio Domenico Bervicato, il giovane del Parco Verde già sottoposto a fermo per droga. Bervicato (difeso dall’avvocato Leopoldo Perone) è dunque coinvolto in due inchieste. Una è per lo spaccio di droga, accusa per cui è stato fermato e portato in carcere prima di partire per l’estero, e la seconda per la morte tragica di Antonio Natale, per cui è indagato per omicidio. Le indagini  vanno avanti serrate. La famiglia di Antonio Natale ha più volte puntato il dito contro i Bervicato, accusati di aver coinvolto l’ex pizzaiola nel brutto giro della droga. Intanto non si è ancora svolta la perizia sulla Smart For Four: per gli inquirenti è l’auto su cui Antonio è stato visto salire l’ultima volta.

Dalle sommarie informazioni rilasciate da un conoscente dei due giovani pare che Bervicato e Natale siano stati visti a bordo dell’auto il giorno 4 ottobre: i due dovevano comprare degli abiti in un rinomato negozio nel centro di Napoli. Circostanza confermata dai rilievi tecnici effettuati dalla polizia che ha accertato che l’auto in questione sarebbe stata immortalata da una telecamera in zona Riviera di Chiaia dove si trova il negozio. Gli accertamenti tecnici si rendono necessari per verificare l’eventuale presenza di tracce ematiche o biologiche all’interno della vettura. Tra i primi a parlare dell’auto il fratello di Antonio: «Mia mamma già due mesi fa voleva denunciare mio fratello per le cattive frequentazioni che aveva, persone legate allo spaccio di droga. L’auto di Domenico, una Smart, era danneggiata su una fiancata quando è tornata al Parco Verde. Stesso la sera è andato da un carrozziere e l’ha fatta aggiustare». 

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