I medici che hanno salvato Noemi: “Mai visto nulla del genere, tra 7 giorni…”

Ora tutti possono tirare un sospiro di sollievo: Noemi, la bimba di 4 anni ferita ai polmoni nella sparatoria e agguato di camorra di piazza Nazionale a Napoli dello scorso 3 maggio, è fuori pericolo. Il bollettino medico più atteso, quello che restituisce il sorriso ai genitori della bambina, ma anche ai tanti che hanno pregato per le sue sorti, arriva dall’ospedale Santobono di Napoli a quasi venti giorni dal ricovero. «Noemi è sveglia – recita il bollettino – cosciente e si alimenta autonomamente. La bambina respira spontaneamente senza necessità di supporto di ossigeno. I parametri vitali sono stabili e il quadro clinico è in miglioramento. La prognosi è sciolta. Il prossimo bollettino sarà diramato tra 7 giorni».

 

“Bambini colpiti da arma da fuoco ne abbiamo trattati molti in passato. Mai così gravi, questa era una vera e propria ferita da guerra”. Giovanni Gaglione è il medico-chirurgo che ha operato Noemi, la bambina di 4 anni, raggiunta da un colpo di pistola durante una sparatoria a Napoli.

La bambina, dopo settimane di lotta, è fuori pericolo. E il medico esprime tutta la sua gioia in un’intervista su Qn, raccontando quelle ore concitate in cui era necessario agire.

“Sono in questo ospedale da trent’anni, ma una cosa così tragica non mi era mai capitata. […] Ho fronteggiato l’emergenza isolandomi un po’, fermandomi a ragionare”.

Ore difficili, che il dottor Gaglione ricorda:

“Le ferite da arma da fuoco sono traditrici. All’inizio non ti fanno capire la gravità della situazione, vedi solo il foro di una pallottola, ma non capisci come quel proiettile stia operando nell’organismo e i danni che abbia prodotto”.

Nel caso di Noemi, in pochi minuti è stata presa la decisione di agire e di operare:

“I genitori

“I genitori piangevano, mi hanno detto: ‘dottore, ci affidiamo a lei, l’unica cosa che vogliamo è che Noemi sopravviva’. […] Io ho una figlia di quattro anni, della stessa età di Noemi. Quindi mi sono sentito particolarmente coinvolto e immedesimato in questa storia”.