Poche parole, «mamma, maestra tottò (picchia, ndr)» e i pupazzi presi a schiaffi per sfogare rabbia e frustrazione: è stato il grido d’allarme di un bimbo di appena tre anni, vittima di maltrattamenti in classe per mano delle sue due maestre, a far scattare la rapida indagine dei carabinieri di Parete che oggi hanno notificato a due sorelle insegnanti di Giugliano in Campania un provvedimento di sospensione di un anno emesso dal gip del Tribunale di Napoli Nord.
Le due donne insegnavano in una scuola paritaria per l’infanzia frequentata da una trentina di bimbi, di età compresa tra 3 e 5 anni. La mamma della piccola vittima si è accorta che il figlio, da qualche tempo, si comportava in maniera strana, preoccupante: prendeva a schiaffi il suo bambolotto, non voleva più andare a scuola e quando passava davanti alle altre scuole della cittadina casertana si rivolgeva ai genitori per dire «questa è scuola buona». In pratica un suggerimento a papà e mamma, una richiesta di aiuto, fortunatamente bene interpretata e raccolta dalla coppia, poco più che trentenne.
Le due maestre, che hanno 56 e 52 anni, sono state incastrate grazie alle immagini registrate dalle videocamere, sistemate in classe dai militari, e dalle intercettazioni ambientali: sequenze che testimoniano violenze, minacce, percosse. In alcuni casi i bimbi venivano puniti addirittura facendoli restare in piedi per ore in un angolo della classe. Poi scappellotti sulle mani e in testa, minacce («sta venendo la strega, vedrai quello che ti farà»), spintoni e anche parolacce. In sostanza, in appena un mese, i carabinieri hanno accertato episodi che non avrebbero mai voluto vedere, con i bambini trascinati di peso per l’aula, o costretti di forza a mangiare, imboccati con il viso tenuto fermo. È anche emerso che le maestre pulivano il seggiolone o il banco dove i bimbi mangiavano con la scopa usata per spazzare il pavimento.
Le indagini sono iniziate lo scorso 26 aprile e si sono concluse ieri: i primi, rapidissimi, accertamenti hanno consentito di raccogliere subito importanti indizi di colpevolezza. E la Procura della Repubblica di Napoli Nord è stata altrettanto rapida a chiedere e ottenere dai giudici i provvedimenti per interrompere i maltrattamenti sui piccoli. Le indagini dei carabinieri, ancora in corso, sono state coordinate dal comandante della Compagnia di Aversa Flavio Annunziata e dal sostituto procuratore della Procura di Napoli Nord Paolo Martinelli.

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