Il Carnevale delle Fiabe nel nome di Giovan Battista Basile

Un altro Progetto culturale proposto dallo storico Emmanuele Coppola

Ben si adatta al periodo di Carnevale la rievocazione delle maschere che affollano le cinquanta Fiabe di Giovan Battista Basile, ché sono da considerarsi tali tutti i personaggi, gli orchi, le fate e gli animali compresi nella complessa narrazione di ‘‘Lo cunto de li cunti’’.
Questo è l’ultimo progetto che non mi è stato possibile realizzare, al quale avevo cominciato a dedicarmi quattro o cinque anni fa, Il Carnevale delle Fiabe, per offrire alla Città di Giugliano in altro importante argomento per rimarcare la sua identità culturale nel nome di Giovan Battista Basile, con la creazione di un evento annuale capace di interessare non solo i concittadini, ma di attrarre la curiosità degli altri ben oltre i nostri confini territoriali, e diventare un’offerta turistica quando poi Giugliano riuscirà ad avere il Museo delle Fiabe con l’esposizione dei personaggi e dei quadri scenografici rievocativi delle singole Fiabe inventate dal Basile.

Ho tenuto più o meno segreto questo progetto, pur avendo cominciato ad elaborarlo attraverso il previsto coinvolgimento dello scenografo Lavinio Sceral, di qualche laboratorio di sartoria privata e di alcune Scuole di Giugliano, che vantano il prestigio di avere una Sezione di Moda. Ho dovuto aspettare che si inverassero delle condizioni favorevoli per proporre nelle cosiddette sedi istituzionali questo progetto come attività ludico-ricreativa, ma soprattutto culturale. Poi, con il Covid, si è fermato tutto, e di Cultura non so quando se ne potrà ricominciare a parlare, in una lungimirante dimensione progettuale. Ma, come sempre, io sono fermamente convinto che si debba ricominciare a fare qualcosa, perlomeno a parlarne con le dovute competenze, ovviamente in ordine a questo grande argomento che è Giovan Battista Basile.

Come, nel 1998, ho lanciato l’iniziativa ‘‘Facciamo un Monumento a Giovan Battista Basile’’,
così adesso propongo di comiciare a lavorare per la realizzazione del progetto ‘‘Il Carnevale delle Fiabe’’, perché il Basile ci offre ancora un’altra opportunità. A tale proposito ricordo di aver letto che a Venezia, cinque anni fa, nell’ambito della rassegna ‘‘Carnevale a Casa Goldoni’’, fu portata in scena, la ‘‘Favola dell’Orsa’’, tratta da ‘‘Lo cunto de li cunti’’, e qualcuno scriveva che il Basile, annoverato impropriamente tra i Comici dell’Arte, era un «famoso cantastorie di Piazza S. Marco e di Riva degli Schiavoni e fonte immediata della Fiaba teatrale del Gozzi».

Per rimanere in argomento, mi piace rilevare che il nostro Giovan Battista Basile dovette avere perlomeno un interesse marginale alla celebrazione del Carnevale come rappresentazione corale offerta al popolo, e da esso prodotta, avendo ricoperto per qualche anno, dal 1615, la carica di Governatore feudale a Montemarano, nell’alto avellinese, dove si celebrava pubblicamente il Carnevale in una tradizionale cornice teatrale imbastita sulla ritualità religiosa di attesa in preparazione della Pasqua, in particolare dalla festività di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio, al Mercoledì delle Ceneri. E si pensi, per Il Carnevale delle Fiabe, ad una fortuita coincidenza associata alla biografia del Basile: egli, nato e battezzato a Giugliano il 15 febbraio 1566, morì in questa nostra Città il 23 febbraio 1632, nella giornata di Martedì Grasso, mentre si celebrava il Carnevale.

La maschera dell’Orco, di Lavinio Sceral
La maschera dell’Orco, di Lavinio Sceral

di Emmanuele Coppola