Un intero palazzo “ostaggio” degli spacciatori di droga, con inquilini costretti a far la fila con gli acquirenti e ad attendere che il pusher vendesse la dose per poter rincasare. E’ quanto scoperto da un’indagine della Procura di Napoli Nord sul Parco Verde di Caivano, complesso residenziale che costituisce ormai da anni una delle più importanti piazze di smercio di stupefacenti dell’hinterland partenopeo; qui i carabinieri hanno arrestato e condotto in carcere su ordine del Gip del Tribunale di Napoli Nord tredici persone, tra pusher, vedette e addetti al flusso degli acquirenti.

Si tratta della prima operazione di polizia coordinata dal neo-procuratore di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone, insediatasi nella giornata di ieri al vertice dell’ufficio inquirente che ha sede ad Aversa.

I nomi degli indagati: Angela D’Anto, Stefano Esposito, Giuseppe Ruocco, Francesco Marino, Raffaele Delli Paoli, Said Agfhir, Patrizio Sautto, Antonio Luongo, Domenico Fabozzi, Sebastiano Caponnetto, Salvatore Bellarosa, Pasquale Spatuzzi, Ettore Broegg. 

“L’attivita’ – spiegano gli inquirenti – si svolgeva all’interno dell’androne di una palazzina nel Parco Verde di Caivano. La porta di accesso allo stabile risultava chiusa dall’interno e gli acquirenti che si avvicinavano si interfacciavano con lo spacciatore nascosto all’interno unicamente attraverso una feritoia. In tal modo lo spacciatore riusciva a celare all’acquirente le proprie sembianze. All’esterno della palazzina, uno o piu’ soggetti svolgevano ora le funzioni di palo, col compito di avvisare lo spacciatore del sopraggiungere delle forze dell’ordine, ora quelle di addetti alla gestione dell’afflusso degli acquirenti, che venivano convogliati in modo ordinato verso la feritoia e trattenuti allorche’ lo spacciatore doveva ancora essere rifornito della sostanza da cedersi”.

“L’attività – spiegano ancora gli inquirenti – ha consentito di individuare anche alcuni soggetti che materialmente si occupavano dell’approvvigionamento della sostanza, consegnata agli spacciatori mai in quantita’ eccessiva, con contestuale recupero dei profitti delle precedenti cessioni. Emergeva altresi’ come vi fosse una precisa suddivisione dei turni tra gli spacciatori, che si avvicendavano tra loro consentendo cosi’ che l’attivita’ proseguisse senza soluzione di continuita’ per tutto l’arco delle ventiquattr’ore”.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.