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giovedì, Febbraio 22, 2024
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Invito alla lettura, ‘Mi sono fatta menare’ di Cristina Fidanza

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In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne c’è stato un dibattito sul libro Mi sono fatta menare, scritto da Cristina Fidanza. Sabato scorso si è tenuta la presentazione del volume nella biblioteca comunale di Forano, provincia di Rieti, dove la scrittrice ha parlato della suo opera dialogando con l’autrice Marianna Mariotti, mentre Maria Vitolo ha letto alcuni estratti. 

LA RECESIONE DI AURORA CECCHINI

Lo sappiamo che quell’uomo che amiamo è sbagliato per noi, anzi, è il peggiore per ognuna di noi. Allora, perché continuiamo a stargli vicino, ad assecondarlo e a prenderci cura di lui? Le risposte possono essere tante ma nessuna è giusta. Perché nessuna motivazione giustifica i comportamenti violenti in nessuna relazione, men che meno, in una relazione affettiva.
Cristina si chiede com’è nata la violenza con suo marito e perché è così difficile, per lei, allontanarsi da lui. Si accanisce, Cristina, affinché la sua casa sia il luogo dell’amore e del rispetto reciproco che meritano tutte le case dove crescono famiglie. Ma non c’è rimedio alla violenza dell’uomo con cui si è sposata. Lui non riconosce i successi di lei, la demoralizza, la svaluta, la sminuisce, la picchia. Tuttavia, non conosce la forza interiore di lei. Crede di piegarla e poi spezzarla, già si vede a gioire davanti alla sua incredulità, allo shock, alla paura, alla vergona, al senso di colpa e all’umiliazione. Le persone sadiche, cattive e violente fanno così. È sicuro di renderla schiava per sempre ma scopre, a sue spese, che lo schiavo è solo lui. E che, dalla sua prigione, non uscirà più.
Un racconto crudo e diretto, quello di Cristina. Una storia femminile che trae forza da se stessa, come solo le donne sanno fare, per infonderla decuplicata, centuplicata, fuori di sé e vestire il coraggio come un abito da far indossare ad altre donne che, a loro volta, non riescono ancora a trovare lo stesso coraggio dentro di loro.
Di Cristina sono sorella, madre, figlia e amica. In Cristina mi riconosco perché conosco i dolori di genere. Non bisogna aver per forza subito la stessa sorte per sentirsi sorella di dolore. Di Cristina siamo tutte orgogliose perché ogni giorno della nostra vita ci battiamo per le sue stesse ragioni. Ci battiamo per vivere e amare, consapevolmente e rispettosamente.
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