“La bimba è ok”, “Caffè piccolo”, “Tre marinare”: i codici per vedere la droga sul litorale Domizio

Le indagini sono partite nel 2017 grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia con un passato nella fazione del clan dei Casalesi facente capo a Francesco Bidognetti; i pentiti hanno raccontato di aver ricevuto per anni dal gruppo di Spinelli e dall’altro gruppo facente capo al 43enne Luigi Marino, entrambi dediti a spacciare cocaina sul litorale domizio, una sorta di tangente per poter vendere la droga; circa trecento euro a settimana, ma spesso anche di piu’.

I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico decodificato dai Carabinieri (la fornitura dello stupefacente veniva indicata facendo ricorso ad espressioni del tipo “bisacca”, “macchine”, “la bambina è ok”, “caffè piccolo”, “tre marinare”, “motocicletta”), hanno consentito di appurare e fotografare le modalità con cui parte degli indagati realizzavano l’illecita attività di cessione della sostanza stupefacente.

QUESTE LE PERSONE TRATTE IN ARRESTO:

Custodia cautelare in carcere:

1. PICCIRILLO Giorgio, cl’83;
2. SPADA Margherita, cl’65;
3. SPINELLI Antonio, cl’61;
4. MARINO Luigi, cl’76;
5. CASTAGNA Rosa Grazia, cl’81;
6. ANTONUCCI Alfredo, cl’75.
7. RAFFONE Francesco, cl’61;
8. FOLINO Salvatore, cl’78.

Arresti domiciliari:

1. SPINELLI Esterina, cl’87;
2. SPAMPINATO Simona, cl’79;

Divieto di dimora in provincia di Caserta

1. MARINO Maria Grazia, cl’61.

Stamattina, a Castel Volturno, Catanzaro e Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere unitamente a quelli della Stazione di Grazzanise  hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli -Direzione Distrettuale Antimafia-, nei confronti di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, aggravata dalle finalità mafiose.

In particolare, l’indagine condotta dal citato Reparto dal marzo del 2017 all’agosto del 2018 attraverso intercettazioni telefoniche, videoriprese (è stata installata una telecamera nei pressi di una delle abitazioni teatro di spaccio), acquisizione delle dichiarazioni rese dai diversi acquirenti e dai relativi riconoscimenti fotografici, nonché riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di:

– contestare l’esistenza e l’operatività di due distinte associazioni per delinquere finalizzate alla illecita detenzione e cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina;

– rilevare che entrambe le organizzazioni hanno sede logistica nel Comune di Castel Volturno ed hanno operato nel tempo sulla base di un’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di spaccio – in regime di monopolio nelle zone di rispettiva competenza – rilasciata dal clan dei casalesi – fazione Bidognetti – in cambio del versamento di un corrispettivo in denaro periodico in favore della predetta organizzazione camorristica;

– appurare che gli indagati si sono resi responsabili, singolarmente ed in concorso, di plurimi episodi di detenzione e/o cessione a terzi di sostanza stupefacente del tipo cocaina.