Lockdown non necessario in Campania, il Governo Conte non ascoltò gli scienziati

lockdown campania verbali segreti
I verbali segreti del Governo Conte

Ieri sono stati desecretati cinque verbali del Comitato tecnico scientifico posti alla base del lockdown, deciso dal Governo guidato da Giuseppe Conte. La Fondazione Luigi Einaudi ha pubblicato i documenti facendo cadere così il segreto di Stato. Al centro delle polemiche è finito il verbale del 7 marzo nel quale il Comitato tecnico scientifico indicò l’adozione di misure differenti in Italia, individuando quindi: “Le zone cui applicare le misure di contenimento della diffusione del virus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all’intero territorio nazionale, nelle seguenti: Regione Lombardia, e province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti”. Invece il 9 marzo il Governo decise il lockdown in tutta Italia.

LA DECISIONE SUL LOCKDOWN, LEGGI TUTTI I VERBALI DEL CTS

Dopo la scoperta del paziente uno a Codogno, il Comitato suggerì all’Esecutivo alcune misure restrittive nel verbale del 28 febbraio: “Le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto presentano…una situazione epidemiologica complessa attesa la circolazione del virus, tale da richiedere la prosecuzione di tutte le misure di contenimento già adottate, opportunamente riviste”.  Dieci giorni dopo il Governo decise il lockdown per la Lombardia e altre 14 province in Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Inoltre gli esperti suggerirono la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche e private.

LE PAROLE DI CONTE NEL GIORNO DEL LOCKDOWN

La sera del 9 marzo Giuseppe Conte annunciò, invece, il lockdown: “Dobbiamo rinunciare a qualcosa per il bene dell’Italia, il bene di tutti e per i nostri nonni. Ho deciso di adottare misure più forti per contenere l’avanzata del coronavirus. Per questo sto per firmare un provvedimento: Io resto a casa. Non ci sarà zona rossa, ci sarà l’Italia Zona Protetta. Evitare spostamenti. I movimenti solo se motivati: lavoro, casi necessità, motivi di salute. In questo provvedimento divieto assembramento all’aperto e locali aperti al pubblico. Non ci possiamo permettere occasioni di aggregazioni che diventano di contagio. Sono consapevole della gravità, devo intervenire in modo deciso. Viviamo in un sistema che garantiamo sanità a tutti. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia”.

PER RESTARE SEMPRE INFORMATO, VAI SU INTERNAPOLI.IT O VISITA LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK