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Mala della Sanità, il pentito Grosso spara a zero sui Savarese:«Li ho visti, giravano armati per il rione»

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Alla Sanità negli ultimi tempi il clima era teso. A tal punto che i clan si sono organizzati in veri e proprio presidi armati. Posti di blocco per scongiurare l’avanzata dei nemici. E’ questo uno dei tanti racconti del neo pentito Carmine Grosso che ha puntato il dito contro la sua ormai ex cosca, i Savarese-Pirozzi: «Alcune volte ho visto Ciro Esposito insieme ai suoi sodali vicino al bar La Brasiliana, sempre armati, impedendo anche il transito delle automobili perché ingombravano la sede stradale e costringevano il malcapitato a chiedere il permesso per passare». Rispondendo ai quesiti dei pubblici ministeri Maria Sepe e Urbano Mozzillo, l’ex ras di via San Severo a Capodimonte ha parlato dei principali sodali del gruppo che componevano questo mini esercito, in primis Ciro Esposito ‘o macall: «È il cognato di Francesco Spina e dal momento in cui è stato scarcerato ha fatto parte del clan Savarese-Pirozzi. Più volte l’ho visto armato la sera tardi, con gli altri componenti del gruppo. In particolare li ho visti in via Arena alla Sanità, nei pressi della pizzeria Concettina ai Tre Santi. Preciso che alle spalle del posto in cui stazionavano Esposito e i suoi sodali insiste via Gradini San Nicandro, dove un po’ più in alto si trova la sede del comando dei carabinieri Stella». Non mancano poi i passaggi sul numero due del gruppo di via Cristallini ossia Salvatore Savarese ‘o mellone: «L’ho visto più volte armato nei pressi della pizzeria e fuori al bar La Brasiliana. A volte l’ho visto armato anche sul balcone della sua abitazione che si trova sopra l’ingresso del bar». E ancora: «Lo stesso mi ha confidato di aver svolto più volte azioni di ronda nel quartiere a bordo di motoveicoli, completamente travisato e vestito di nero».

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