HomeCronacaMinacce via social a Secondigliano, condannato De Falco

Minacce via social a Secondigliano, condannato De Falco

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Un Calvario durato mesi. Fatto di minacce, ingiurie, vessazioni. E video, tanti video postati sui social. Grazie a quelli però sono partite le indagini che hanno consentito di assicurare alla giustizia il 32enne Luigi De Falco ieri condannato a tre anni e quattro mesi. L’uomo, nei mesi scorsi, si era reso protagonista di alcune scorribande sotto l’abitazione di alcuni condomini contro cui inveiva e proferiva minacce. Uno stato di tensione quotidiano che portò prima ad una denuncia e poi al divieto di dimora sul territorio di Napoli per De Falco che, non contento, ogni sera violava gli obblighi a cui era sottoposto per recarsi nuovamente a Secondigliano inscenando il suo show fatto di sproloqui e intimidazioni e postando il tutto sui social. Galeotto fu dunque un video. Postato su TikTok e rivelatosi poi decisivo per le indagini. Un vero e proprio autogol con il video subito acquisito dagli uomini della squadra investigativa ed operativa del commissariato di Secondigliano (guidato all’epoca dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro) che arrestarono De Falco. Ieri per lui è arrivata la condanna a tre anni e quattro mesi con buona pace per le vittime delle sue intimidazioni. Piena soddisfazione per il legale di parte civile, l’avvocato Carmen Di Napoli: “Attendevamo con fiducia una sentenza di condanna che potesse definitivamente mettere fine ad anni di soprusi e vessazioni subite e mai prima denunciate per paura di ritorsioni ulteriori, soprattutto nei confronti di soggetti che meritano tutela particolare, come i bambini. Gestire la situazione ed il ritorno alla quotidianità da parte delle vittime sará comunque una sfida complessa che richiederà un’enorme delicatezza ed il supporto da parte di tutti, confidando nella finalità rieducativa della pena”.

Luigi De Falco balzò agli onori delle cronache due anni fa quando fu accoltellato da due giovanissimi. Alcune sere prima l’allora 30enne fu ferito al Corso Italia a Secondigliano. I due aggressori furono subito individuati e portati al commissariato di Secondigliano. Secondo le prime informazioni trapelate il raid o meglio la spedizione punitiva nei confronti del 30enne sarebbe scattato per motivi futili: De Falco, che non aveva fissa dimora, aveva portato via da uno stendino in un palazzo una coperta per ripararsi dal freddo. L’uomo sarebbe stato visto da alcuni residenti e ne sarebbe scattata una lite. Alterco poi degenerata nell’accoltellamento con De Falco portato prima all’ospedale di Frattamaggiore e poi al Monaldi. De Falco fu poi sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per una grave ferita al polmone. Ai due presunti aggressori si giunse grazie ad una meticolosa attività di indagine degli uomini di Corso Secondigliano che, nonostante il clima di omertà, riuscirono a risalire ai responsabili.

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