Mugnano. Il sindaco azzera la giunta, Sarnataro tormentato… da una donna

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Il sindaco Luigi Sarnataro è pronto a varare il rimpasto di giunta, infatti, da giorni si susseguono incontri tra gli esponenti delle forze di maggioranza. L’assessore all’Urbanistica Ernestina Limongelli del Pd e il vicesindaco Franca Russo di MugnanoFutura dovrebbero essere sostituite rispettivamente dai consiglieri Rita Esposito e da Antonio Bove.

IL PROBLEMA DELLE QUOTA ROSA

La fuoriuscita dall’esecutivo di due donne creerà problemi a Sarnataro nel rispetto delle quota rosa. Se il doppio cambio fosse confermato il primo cittadino si troverebbe una giunta composta da 5 uomini (Bove, Vincenzo Massarelli in quota Idv, Antonio Amatore di Progetto Democratico e Valerio Capasso dell’Upm, Dario Palumbo di Città Ideale) e da 2 donne (Esposito e Valentina Canditone di Periferia Attiva).

L’AZZERAMENTO DELLA GIUNTA

Alla fine del mese Sarnataro potrebbe attuare l’azzeramento della giunta poichè le dimissioni firmate dagli assessori sarebbero già in suo possesso, dopodiché nominerebbe una giunta a 5. Resterebbero congelati gli assessori in quota Italia dei Valori e Città Ideale (Massarelli e Palumbo), uno dei due potrebbe nuovamente trovare posto nell’esecutivo. Tutto ruota intorno alla quota rosa, il nome dell’assessore donna dovesse essere fatto da Idv, in giunta rimarrebbe Palumbo. Viceversa, Massarelli resterebbe in sella fino al termine della consiliatura.

LE CRITICHE DEI CONSIGLIERI D’OPPOSIZIONE

“Cercasi assessore disperatamente. Ormai sono circa sette mesi che non abbiamo il piacere di parlare con l’assessore all’urbanistica. Sette mesi dove consequenzialmente non si è convocata una sola commissione in materia urbanistica, vista l’assenza dell’assessore al ramo – si legge in un comunicato diramato dalla minoranza mugnanese –  Mentre la maggioranza gioca al rimpasto, i cittadini pagano un assessore da sette mesi per non fare nulla. Si spendono i soldi dei contribuenti senza criterio è in maniera scellerata. L’immobilismo in cui ci ha trascinato questa amministrazione non ha scusanti. Immobilismo dettato da mancanza di programmazione e dai soliti vecchi fini di spartizione di potere che deve accontentare un po’ tutti. Rivoluzioni delle Poltrone”.