Un lavoro incessante, continuo ma meno marcato dal punto di vista mediatico in questa seconda ondata di Coronavirus. Le varie realtà territoriali napoletane, in silenzio, danno ancora prova di preoccuparsi per chi ha meno, di quella platea di cittadini esclusa da qualsiasi tipo di ristoro o sostegno economico. Gli esempi degni di nota sono tanti, come raccontato in questi mesi da InterNapoli, in questo caso ne citiamo due: il Coordinamento Territoriale Scampia e il centro culturale/sociale Sgarrupato/Damm a Montesanto.

Coordinamento Territoriale Scampia

Gli attivisti del Coordinamento Territoriale Scampia portano avanti due iniziative diverse, che s’intrecciano nella rete di solidarietà in favore di coloro i quali la pandemia sta togliendo risorse economiche ed energie. La prima di queste attività è il banco alimentare avente l’obiettivo di sostenere costantemente 40 famiglie del quartiere. «Sono state individuate rispetto all’Isee dichiarato nel 2019, che non deve superare i 5000 euro annui. i nuclei familiari individuati vengono seguiti tutto l’anno con una distribuzione costante di generi alimentari Il progetto è nato in collaborazione con l’associazione i.Ra.De.Mu» spiega dal Coordinamento Territoriale Giuseppe Mancini. Piena collaborazione tra associazioni (la stessa i.Ra.De.Mu), commercianti e enti anche per l’altra iniziativa, ossia quella spesa solidale. «In questo secondo caso – aggiunge Mancini del Coordinamento Territoriale – diamo aiuto concreto soprattutto a quei commercianti e a quei lavoratori che si sono trovati di punto in bianco senza sapere come andare avanti». Ad esserne coinvolti: Tabaccheria Scampia, Tabaccheria Migliore, Salumeria Lucrezia, Macelleria Esposito Vincenzo, Detersivi e Cartoleria Ercolano Michele, Macelleria Gobetti, Market Chalet Bakù, Farmasanitaria Nuova Generazione e Decò Melito dinanzi ai quali sono stati piazzati dei cesti per consentire le donazioni ai volontari. Il centro di raccolta della spesa solidale, distribuita poi una volta a settimana, è l’Officina delle Culture Gelsomina Verde con sede al Lotto P5 di via Arcangelo Ghisleri in prima linea per la spesa solidale insieme a Radio Scampia Onlus, Associazione Ciro Vive, Athena Volley, Arci Scampia, Associazione Gioventù Partenope, Associazione A.I.S.S.A., Associazione Ripuliamo Napoli, Cooperativa (R)Esistenza e Asd Le Ali di Scampia. Per effettuare delle donazioni è attivo l’Iban IT55V0306909606100000172262.

Sgarrupato/Damm

Riferimento del quartiere Montesanto e in generale del centro storico è lo Sgarrupato/Damm di vico Lepre, che garantisce il pacco alimentare ogni settimana a 250 famiglie. La meritoria azione in questo caso viene condotta in collaborazione con Emergency, la ong fondata da Gino Strada impegnata nel progetto “Nessuno Escluso’’ unitamente a Lab00 e Comune di Napoli. Oksanna Oliynyk, che ha sottomano la lista delle persone a cui dare sostegno, afferma con un pizzico di amarezza: «Rispetto ai primi mesi di pandemia, l’onda delle donazioni è scemata e stiamo andando a singhiozzo. Sembra quasi che sia tornata la normalità, ma adesso è anche peggio perché c’è più gente bisognosa di aiuto. Esiste la convinzione che siccome non si è deciso per un secondo lockdown totale, le persone possono uscire e arrangiarsi ma i fatti stanno in un’altra maniera». «Le chiusure – aggiunge sempre dal centro Sgarrupato Luigi Volpe – hanno inciso sulla povertà e precarietà in generale, la nostra intenzione è far capire che una parte della città può donare anche se non possiamo sostituirci alle istituzioni e a chi dovrebbe gestire realmente un processo di questa portata». Sulla piattaforma www.buonacausa.org è possibile accedere al link dello Sgarrupato dove effettuare la propria donazione in favore del progetto “Emergenza Covid: sostieni la spesa solidale’’. A dare un contributo nel reperimento di generi alimentari e di prima necessità l’associazione Primo Abbraccio la macelleria della Pignasecca di Gaetano Lubrano, il laboratorio di via San Liborio di Biagio Grimaldi, la Fondazione di Comunità del Centro Storico, Salumeria Antichi Sapori. Preoccupazione c’è anche per una possibile, data in alcuni casi per probabile, conseguenza della crisi della pandemia: gli sfratti per quelle persone in difficoltà economica. Bianca Verde, attivista storica dello Sgarrupato e consigliera della Seconda Municipalità di Napoli ne è consapevole. «Molti per mangiare non stanno pagando l’affitto. Il rischio è che alla fine del blocco degli sfratti, a fine gennaio, sopravvenga una pandemia di sfratti esecutivi le misure di welfare stanziate dal governo sono assolutamente inadeguate». L’intesa con Emergency, che aiuta settimanalmente a sua volta oltre 200 famiglie, funziona. «Ho letto tempo fa, arrabbiandomi, che il cuore di Napoli si era fermato e spento non è assolutamente vero perché in tanti continuano a fare un gran lavoro come quelli dello Sgarrupato, indipendentemente da Emergency» afferma Giuseppe Fiordalisi, coordinatore area campana di Emergency e responsabile del progetto Nessuno Escluso. I pacchi settimanali contengono alimenti per 4 persone. Le consegne al mese sono 4: il primo un pacco contente olio, sale, farina. Gli altri contengono pasta, biscotti, caffè, piselli, fagioli, conserve, passate.

Grande spazio nelle attività dello Sgarrupato e degli altri riferimenti del centro storico ha ovviamente l’aspetto sanitario. Va intesa in questo senso la nascita della Brigata di mutuo aiuto sanitario. «Quello che facciamo concretamente è distribuire materiale informativo sulla gestione domiciliare dei malati covid e quando serve strumenti per facilitare l’anamnesi telefonica e il tele-monitoraggio, visto lo scandalo della mancata attivazione in molti quartieri delle USCA (squadre mediche previste dai protocolli regionali e nazionali per la visita domiciliare ai malati covid sintomatici)» afferma in proposito Alfonso De Vito aggiungendo: «Il tempismo della diagnosi e delle terapie domiciliari, il monitoraggio continuo ed efficace è un contributo essenziale per diminuire i casi gravi. Ci aiutano volontariamente anche medici e paramedici. Quando poi capitano casi di persone abbandonate dalla Sanità pubblica cerchiamo di dedicarci con particolare attenzione. Abbiamo già vissuto troppi lutti ora che la pandemia è arrivata sul serio anche al Sud: il famoso modello italiano è una farsa ormai. Ricostruire la Sanità pubblica – conclude De Vito – e la medicina di territorio, fortemente destabilizzate dalle politiche di questi anni, dev’essere una priorità nella fuoriuscita da questa maledetta pandemia».

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