Campania in bilico
Campania in bilico

Come ogni venerdì sarà la cabina di regia a decidere il passaggio, o la permanenza, delle Regioni nelle varie fasce di rischio. La maggior parte dell’Italia continuerà a essere colorata di rosso, soprattutto al nord dove solo per il Veneto c’è l’ipotesi del passaggio in zona arancione. Ma la situazione è ancora incerta visto che nella Regione l’incidenza dei contagi da Coronavirus è superiore – anche se di poco – ai 250 ogni 100 abitanti, soglia fissata dal governo per rimanere in zona rossa. Mentre l’indice Rt è in diminuzione.

È invece sicura la permanenza di Lombardia e Piemonte in zona rossa, insieme a Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Puglia e la provincia autonoma di Trento. Passerà invece in zona rossa da lunedì 29 marzo la Valle d’Aosta. Il presidente della Regione ha però deciso di anticipare la stretta già al weekend, vietando gli spostamenti tra comuni. Passaggio invece in zona arancione per il Lazio.

Il cambio di questo lunedì sarà l’ultimo prima del weekend pasquale che vedrà tornare l’intero Paese in lockdown a partire da sabato 3 aprile. In questi tre giorni, fino al lunedì di Pasquetta, saranno osservate le misure previste per la zona rossa. Sarà quindi consentito spostarsi una sola volta tra le 5 e le 22 verso un’altra abitazione sul territorio Regionale a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi. Chiusi i negozi. Bar e ristoranti potranno fare attività di asporto e consegna a domicilio.

Vorrebbe restare ancora una settimana in arancione la Toscana e i dati sembrano essere favorevoli: “Siamo a 248 nuovi casi su 100mila abitanti e abbiamo un Rt di 1,09-1,10, quindi siamo in zona arancione”, spiega il governatore Eugenio Giani.

Otto regioni dovrebbero restare in zona rossa fino al 12 aprile: Friuli-Venezia Giulia, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Marche, Lombardia e Puglia.

Per Calabria e Valle d’Aosta dovrebbe scattare da lunedì 29 marzo il passaggio in zona rossa: nella piccola Regione all’estremo nord del Paese va registrato un forte peggioramento dei dati, con un ‘boom’ di contagi in alcuni Comuni e un indice Rt salito a 1,75.

La situazione della Campania

Lo scenario è in miglioramento. L’unione di tutti i dati, dunque, fa abbassare anche i valori d’allerta per la Campania: dallo scenario 4, ovvero quello peggiore e a maggior rischio, si è passati allo scenario 2, quello in cui restano delle soglie d’allerta da attenzionare ma che, di fatto, di qui a qualche settimana potrebbero spalancare le porte alla ‘zona gialla’. Riflessione fatta dall’Unità di Crisi che, proprio in virtù di questi sensibili miglioramenti della situazione epidemiologica, ha optato per la riapertura delle aree mercatali a banchi alimentari e di piante. «Il coordinatore dell’Unità di crisi regionale ha comunicato avviso secondo cui la situazione epidemiologica in atto consente di modificare in termini meno restrittivi il regime delineato dall’ordinanza del 21 marzo», si legge ancora nel documento.

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