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martedì, Luglio 23, 2024
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Omicidio Luca Sacchi, Giovanni Princi condannato a quattro anni

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Omicidio di Luca Sacchi, Giovanni Princi condannato a quattro anni per droga. L’amico del giovane ucciso all’Appio, accusato di essere il regista e mediatore nella compravendita di circa 15 chili di hashish che è costata la vita a Luca Sacchi all’Appio, se l’è cavata con quattro anni. Il pm Nadia Plastina aveva chiesto una condanna a sei anni e quattro mesi e una multa di 30mila euro. Princi è l’unico ad aver avuto accesso al rito alternativo. I tre imputati accusati del delitto, Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propris, hanno visto respingere la loro analoga richiesta e sono comparsi il mese scorso per la prima udienza in Corte d’assise assieme alla 25enne ucraina Anastasya Kylemnik (stessi reati di Princi ma scelta processuale diversa).

Per Princi la Procura ha sollecitato anche una multa di 30 mila euro. La decisione del gup Pierluigi Balestrieri è attesa il 22 giugno. Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo hanno permesso alla Procura di delineare la personalità del 25enne. Freddo, scaltro, «con solidi legami nell’ambiente criminale», sicuro di sé, scrupoloso nell’uso di chat criptate e con una spiccata capacità di persuasione. È lui a coinvolgere Anastasiya nei suoi affari, è lui, assieme alla fidanzata Clementina Burcea, a sostenere il progetto di una casa comune dove andare a vivere con la coppia  Luca Sacchi-Kylemnyk.

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Secondo quanto emerso dalle indagini, Sacchi era a conoscenza dell’affare, ma avrebbe cercato in tutti i modi di far cambiare idea alla sua fidanzata. Quest’ultima sembrava sempre più legata a Princi. Il ragazzo condannato oggi a 4 anni di carcere non ha mai parlato, né spontaneamente né durante gli interrogatori. Riguardo al 25enne ci sono solo alcune dichiarazioni del suo avvocato, Massimo Pineschi: «Princi è addolorato per la morte del suo amico Luca Sacchi al quale era legatissimo. Per lui è stata una vicenda dolorosissima. So che anche i genitori di Princi, con i quali ho parlato, sono sconvolti per quanto accaduto. Il mio assistito è scosso, è alla sua prima esperienza detentiva, potete immaginare come sta».

 

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