Ospedale di Giugliano, tamponi su oltre 200 medici e infermieri: risultati confortanti

L'ingresso del San Giuliano

Oltre 200 tamponi effettuati al personale ospedaliero dell’ospedale di Giugliano per accertare l’eventuale positività degli operatori al Covid, per fortuna i dati incoraggianti. Sono solo 6 soggetti tra medici, infermieri e personale ospedaliero i casi sospetti di coronavirus di cui 4 hanno effettuato un nuovo tampone che è risultato negativo mentre per altri due bisogna aspettarne l’esito perché risultati Igg. Come per tutte le infezioni virali, anche nel caso da infezione da coronavirus il sistema immunitario produce anticorpi diretti verso le proteine dell’involucro virale.

Alcuni di questi anticorpi, detti IgM, sono prodotti nella fase iniziale dell’infezione e si ritrovano nel sangue a partire, in media, da 4 o 5 giorni dopo la comparsa dei sintomi e tendono poi a scomparire nel giro di qualche settimana. Altri anticorpi, detti IgG, sono prodotti più tardivamente e si ritrovano nel sangue a partire, in media, da un paio di settimane dopo la comparsa dei sintomi (ma possono comparire anche prima) e permangono poi per molto tempo. Anche se uno dei due o entrambi risultassero positivi si tratterebbe comunque di un dato estremamente basso, il che dimostra che nonostante l’emergenza, le difficoltà nella formazione di sicurezza e di reperire misure di protezione, l’ospedale di Giugliano è sicuro per il personale medico.

Un risultato non scontato visto ciò che è successo in tantissimi presidi ospedalieri italiani. Al Cardarelli, per esempio, su un totale di circa due mila dipendenti tra personale medico e ausiliare sono risultati positive circa 60 persone per cui sono state prese le precauzioni del caso. I dipendenti risultati positivi saranno sottoposti al tampone tradizionale. I test rapidi, infatti, danno esito certo quando sono negativi, ma potrebbero trarre in inganno sui falsi positivi. Dopo un primo screening, nei prossimi giorni i dipendenti saranno sottoposti nuovamente ai test: una misura di sicurezza per il personale medico e per gli stessi pazienti che quotidianamente vengono assistiti nell’ospedale più grande del sud Italia.