Un mese senza Pasquale Apicella: gli strazianti post della famiglia e della Polizia

Un mese dalla morte di Pasquale Apicella

Esattamente un mese fa perdeva la vita Pasquale Apicella. Il poliziotto napoletano ucciso da 3 malviventi accusati di omicidio volontario. La moglie di Pasquale Apicella  e la sorella hanno condiviso un pensiero, poi un video con immagini di Pasquale sorridente, felice, “un gigante buono”. Come sottolinea Giuliana Ghidotti, dalla morte del marito sono passati “30 giorni, 720 ore, 43.200 minuti, 2.592.000 secondi”.

A casa sua citofonò un dirigente del commissariato di Secondigliano, Giovanni De Stefano, che ssalì in casa sua insieme ad alcuni agenti. Su Facebook, la moglie di Apicella spesso parla con il marito attraverso un diario: “Un mese fa in questo momento il mio cuore si è fermato perché anche se non lo sapevo il tuo si era già fermato da qualche ora”.

“Un mese fa in questo momento tutto ha cessato di essere e ogni cosa bella ha perso valore. Un mese fa in questo momento la mia vita è finita. Un mese fa in questo momento la terra sotto i miei piedi ha tremato ed è scomparsa ed io ho iniziato la caduta libera nell’abisso della disperazione”. A tenere ancora piedi Giuliana è l’amore per i due figli diventati orfani di padre.

La Polizia di Stato ha intanto voluto ricordare Lino Apicella pubblicando sui social un ritratto fatto da un collega americano, il poliziotto e disegnatore Jonny Castro, che ritrae l’agente napoletano sorridente e in divisa al momento del giuramento

Il post della moglie

Un mese fa, in questo momento la mia vita si é fermata. In questo momento ha suonato il citofono.Un mese fa in…

Publiée par Giuliana Ghidotti sur Mardi 26 mai 2020

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La video dedica della sorella

Se solo si potesse tornare 30 giorni indietro…😔Ti direi non rispondere a quella chiamataTi direi non andare via adessoTi direi noi abbiamo ancora bisogno di te di quelle tue braccia💔💔😭E se avessi potuto quella notte avrei voluto essere il tuo scudo per proteggerti perché nulla doveva farti del male💔si l'avrei fatto.Siamo qui un po' tutti con gli occhi smarriti e capire ogni giorno che purtroppo è una crudele realtà.Io e luisa ci stringiamo la mano ogni volta che ne abbiamo bisogno e quando ce la stringiamo immagino la tua mano così Grande che ce le stringe forte forte per tenercele ancora più unite.Lino manchi troppo😭😭💔 si ho paura,perché sapevo che tu c'eri,e ora?come faccio?Ti amo fratello mio😭😭💔💔💔💔

Publiée par Nella Apicella sur Mardi 26 mai 2020

 

Morte di Pasquale Apicella, scarcerato uno della banda

Scarcerato uno dei quattro esponenti della banda arrestata per la morte di Pasquale Apicella, restano in carcere altri tre. Questa la decisione presa dal Riesame sui 4 rom indagati per l’omicidio del poliziotto napoletano. In cella sono rimasti i 3 rom  Fabricio Hadzovic, 40 anni, Admir Hadzovic, 27 anni, Igor Adzovic, 39 anni,, per i quali è stata confermata l’accusa di omicidio volontario, rapina, resistenza a pubblico ufficiale. Un quarto del gruppo, Renato Adzovic, 23 anni, accusato invece di favoreggiamento, è stato scarcerato.

La moglie, la sorella e il cognato di Pasquale Apicella

In questi giorni la moglie, il cognato e la sorella di Pasquale Apicella hanno scritto diversi post sui social per chiedere giustizia. “Io voglio che la Giustizia faccia il suo dovere. Spero che non possano mai più tornare a casa loro, Lino non è più tornato e non per sua scelta. Lino non ha potuto scegliere, mentre i delinquenti che lo hanno ammazzato invece sì, potevano scegliere. Potevano scegliere di non fare la rapina. Potevano scegliere di non scappare. Potevano scegliere di non speronare auto della Polizia. Potevano scegliere di non imboccare Calata Capodichino contromano a fari spenti a 160 km/h. Potevano scegliere di non impattare l’auto guidata da Lino che stava facendo solo il suo lavoro. Siccome potevano scegliere ed hanno scelto sempre male devono pagare e non tornare mai più a casa loro. Voglio che venga fatta giustizia per Pasquale, per sua moglie, per i suoi figli e per tutta la sua famiglia”, ha detto il cognato.