Arrivano le ruspe per l’abbattimento di una casa nel quartiere Pianura ed è subito alta tensione tra la polizia e i residenti. Le autorità hanno disposto in queste ore la distruzione di un fabbricato composto da un piano terra e da un primo piano al civico 6 di via Vicinale Masseria Grande perchè sorta senza le necessarie autorizzazioni edificatorie. Ad abitarci due famiglie con due minori ciascuna appartenenti allo stesso nucleo.

Gli inquilini della casa, alcuni altri residenti di Pianura e gli appartenenti ai Comitati per il Diritto alla Casa della regione Campania e dell’associazione popolare Casa Mia si stanno opponendo alle operazioni impedendo alla ditta incaricata e alla Polizia di dare esecutività al provvedimento del giudice. Un uomo ha accusato un forte malore nel parapiglia con le forze dell’ordine, soccorso dai sanitari del 118.

L’appello della famiglia

Il fabbricato sorge dal 2001 in via Vicinale Masseria Grande. Secondo le autorità, non è mai stata legittimata la costruzione dell’edificio disponendone l’abbattimento tramite sentenza. «Abbiamo fatto subito domanda per il condono e la sanatoria, ma non ci è mai arrivata l’autorizzazione. Qui ci sono 10 villette, non capiamo perchè solo la nostra deve essere abbattuta». Ad affermarlo a InterNapoli.it è Francesco Ciotola, padre di un uomo e una donna che vivono ai due piani della casa con i rispettivi partner e con i figli minori, 4 in tutto (2 per parte) sul posto per bloccare le ruspe.

«Chiediamo di poter parlare con il Prefetto di Napoli o con qualche altro rappresentante delle istituzioni – continua Ciotola – ci sentiamo trattati come degli animali». Secondo quanto detto dal signor Ciotola, «chi è venuto qui a notificarci lo sgombero ci ha letteralmente buttati fuori di casa insieme ai mobili. I bambini sono stati costretti ad andare via in mutande da un giorno all’altro. Già ieri hanno cominciato ad abbattere ringhiere e balconi, ora vogliono procedere con l’abbattimento totale. Noi non lo consentiremo. Ora i miei figli con le loro famiglie hanno trovato riparo dai parenti in alloggi di fortuna. Non è giusto, la nostra famiglia ha sempre pagato i tributi». Bloccate le ruspe dai presenti, le demolizioni sono andate avanti senza l’ausilio dei mezzi meccanici.

Gli abusi di necessità 

La vicenda dell’abbattimento delle case sorte in varie aree della Campania va avanti da decenni senza soluzione di continuità. In molti di quelli che hanno realizzato villette e altri manufatti hanno spesso fatto riferimento al cosiddetto “abuso di necessità” per garantirsi un alloggio. In molti casi le richieste di sanatorie o condono sono rimaste inevase portando come conseguenza ad abbattimenti disposti dall’autorità giudiziaria ravvisando una pratica di abuso edilizio.

La rabbia dei comitati

Ciro Rocchetti, tra i portavoce del Coordinamento dei Comitati per il Diritto alla Casa della regione Campania dice: «Nonostante la pandemia in corso, i tantissimi contagi da coronavirus e la terribile crisi economica che sta attanagliando in modo particolare le famiglie lavoratrici, in Campania proseguono senza sosta gli abbattimenti delle prime case di necessità». Rocchetti aggiunge riferendosi all’abbattimento di Pianura: «Ad andare giù, come sempre accaduto purtroppo in questi ultimi dieci anni, non sarà un immobile della grossa speculazione edilizia affaristica del cemento selvaggio, ma l’ennesima prima casa di due umili famiglie lavoratrici con al seguito quattro minori che in pochi giorni sono passati dall’entusiasmo di tornare a scuola, al dramma di vedersi buttati fuori casa».

Sul posto c’è anche Domenico Esposito dell’Associazione Popolare Casa Mia. «Si colpiscono sempre i più piccoli. Se si ragiona con questa logica allora bisogna abbattere il 90% delle case costruite in Campania. C’è gente che è qui per opporsi e si è sentita male. Non è possibile continuare in questo modo. La politica trovi una soluzione».

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